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venerdì 23 febbraio 2018

Regime dei minimi 2018 il regime agevolato per i liberi professionisti


Regime dei minimi 2018 il regime agevolato per i liberi professionisti

Nel 2018 esiste il regime dei minimi? Si e si chiama regime forfettario. Analizziamo quali sono le caratteristiche del regime, i requisiti di accesso e le cause di esclusione.

Il regime dei minimi 2018: il regime forfettario
Una delle più frequenti ricerche online dell’ultimo anno è “esiste il regime dei minimi”? Oggi rispondiamo a tutte le vostre curiosità! Il regime dei minimi esiste e si chiama regime forfettario. Il vecchio regime dei minimi nato nel 2011 non era, secondo lo Stato italiano, adatto alla nuova situazione fiscale. È stato pertanto modificato per rispondere alle nuove richieste dei contribuenti che possono ora utilizzare un regime agevolato studiato sulle reali esigenze delle attività in proprio.

Quali sono le caratteristiche del regime forfettario?
L’agevolazione fiscale principale del nuovo regime dei minimi 2018 è l’aliquota dell’imposta sostitutiva. Se normalmente è fissata al 15%, per tutta la durata del regime, nei primi cinque anni di attività è prevista una riduzione al 5%. Questo perché lo Stato italiano ha voluto agevolare le attività che nei primi anni possono riscontrare delle difficoltà nell’affermazione del loro business. In realtà però non è sempre possibile usufruire dell’agevolazione fiscale: se ad esempio nei tre anni precedenti all’attività lavorativa è stata svolta una attività di lavoro dipendente inquadrabile nella stessa categoria del Codice ATECO scelto all’apertura della partita IVA allora l’agevolazione non potrà essere applicata.

I requisiti d’accesso del regime forfettario
L’accesso al regime forfettario è possibile a tutte le persone fisiche che svolgono una attività, di arte o di professione, mentre ne sono escluse le società di persone e i soggetti equiparati come le associazioni professionali. Esistono anche altri requisiti di accesso:
-      non si possono superare i limiti di ricavi annuo indicati dal Codice ATECO dell’attività lavorativa;
-      non si deve superare la spesa per il lavoro accessorio di 5.000€;
-      non si possono superare i 20.000€ di acquisti strumentali.

Per coloro che arrivano al 2018 con il vecchio regime dei minimi è possibile scegliere di passare al regime forfettario oppure attendere la naturale evoluzione del proprio regime dei minimi. Questo regime infatti prevedeva un utilizzo entro i 35 anni o, dopo i 35 anni, per un massimo di 5 anni contributivi.

Cause di esclusione dal regime forfettario
I requisiti di accesso devono essere rispettati per tutta la durata del regime causa l’esclusione dal regime stesso. Se durante l’anno il contribuente supera il proprio limite di ricavi a partire dall’anno successivo sarà assoggettato al regime ordinario in contabilità semplificata. Perderà si tutte le agevolazioni fiscali del regime forfettario ma non temere: il percorso non è a senso unico ma è possibile anche ritornare se ne sussistono le condizioni.

I costi della partita IVA forfettaria
Abbiamo visto quindi che la partita IVA a regime forfettario (ex regime dei minimi) è possibile risparmiare effettivamente sulle tasse annuali per la libera professione. Sei un libero professionista le tasse da pagare in regime forfettario dipendono dal codice ATECO. Nei caso più comuni, un professionista paga globalmente circa il 23% inclusa INPS, in altri casi invece la tassazione globale arriva anche al 19%, addirittura più conveniente della prestazione occasionale.

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