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giovedì 3 novembre 2016

Tutto sul rapporto tra giovani e lavoro


I ragazzi italiani iniziano a cercare lavoro prima di quanto pensiamo. E se la ricerca online prende sempre più piede, il canale di selezione privilegiato rimane il passaparola. Forse perché non conoscono bene gli strumenti a loro disposizione. Non sono sensazioni ma dati concreti, che emergono dalle risposte che oltre 6mila studenti di medie, superiori e università hanno dato a una web survey di Skuola.net e Bakeca.it, dedicata proprio a giovani e lavoro.



Un argomento che interessa anche i più piccoli, visto che i 3/4 di loro sono studenti delle scuole superiori. Complessivamente, 1 su 6 racconta di aver già cercato lavoro almeno una volta. Certo, in 9 casi su 10 si tratta di lavoretti estivi (62%) o di impieghi part-time (29%). Solo il 9% del campione, infatti, è andato in cerca di un posto a tempo pieno.

Come si cerca il lavoro? Non è dunque la voglia che manca, piuttosto c’è una scarsa conoscenza di come (e dove) cercare. Le nuove tecnologie - Internet su tutte - aprirebbero molte più opportunità rispetto a una ricerca ‘su strada’, ma questo i ragazzi non lo sanno. Se, infatti, più del 30% degli intervistati dice di consultare siti di annunci online o social network specializzati (come, per esempio, LinkedIn), c’è ancora un 69% che preferisce rivolgersi ai canali tradizionali: affidandosi al passaparola (34%), lasciando il curriculum di persona(29%), comprando i giornali di annunci (6%).

La ricerca dell'impiego online.
Eppure navigare in Rete per trovare lavoro ha dei vantaggi che gli altri metodi non offrono. Dalle risposte di coloro che cercano un’occupazione esclusivamente online si possono riassumere in tre parole: varietà, facilità, comodità. La maggioranza apprezza soprattutto l’ampia scelta che i siti web offrono; un secondo punto di forza dei portali di annunci sembra essere facilità di inserimento della candidatura. In ultimo, c’è la possibilità di ricevere via e-mail offerte personalizzate. Anche se, quest’ultimo, è un tema che divide. Il 18% di coloro che rifuggono dai questi siti web lo fanno proprio perché trovano troppo lunghi i tempi di compilazione del questionario di candidatura. Gli altri motivi di diffidenza? La mancanza di contatto diretto con le aziende e la scarsa fiducia negli annunci (entrambi al 41%).

Curriculum e orientamento professionale? Una volta scelto il “mezzo”, si passa all’azione: inviare il curriculum. Sì, ma quale? Quasi 2 studenti su 3 hanno ammesso che nessuno gli ha mai insegnato come scriverlo. I più scaltri – appena il 7% - hanno cercato informazioni sul web. Discorso simile per la lettera di presentazione: il 60% è autodidatta. Per questo in molti chiedono una formazione ad hoc: quasi tutti gli studenti vorrebbero a scuola corsi di orientamento al mondo del lavoro. Per il 41% questi dovrebbero essere obbligatori e per un altro 55% facoltativi.

Le caratteristiche del lavoro dei sogni? Per il 38% dei ragazzi dovrebbe essere in linea con gli studi o con gli interessi personali, mentre il 24% lo gradirebbe ben pagato. Un altro 17% preferisce, invece, la stabilità. La realtà, però, è ben diversa perché per il 67% la società di oggi non dà le giuste opportunità per mettersi in mostra. Di conseguenza, il 63% spera di ottenere il lavoro desiderato, ma già sa che dovrà affrontare grossi sacrifici. Il 21% ritiene che la forza di volontà potrebbe bastare per farcela, mentre il 16% teme di non riuscire nell’impresa. Allora che fare, qual è il ‘Piano B’? Il 67% dei ragazzi è disposto ad accettare qualsiasi tipo di impiego pur di lavorare ma continuerebbe comunque a cercare qualcosa di meglio; solo l’11% si accontenterebbe. Questo perché per la maggioranza degli intervistati, 2 su 3, avere il lavoro dei sogni è la è la via preferenziale verso la felicità.

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