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giovedì 3 novembre 2016

Casa-lavoro. In Italia si perdono 30 ore al mese, quasi 4 giorni lavorativi!


Secondo uno studio di PageGroup, per i lavoratori italiani il tragitto casa-lavoro è più stressante che in tutta Europa.
La società di selezione, per realizzare la ricerca, ha coinvolto oltre 12mila persone in un sondaggio finalizzato a comprendere le abitudini  dei  pendolari e dei quotidiani spostamenti dei  lavoratori europei per analizzare  l’impatto che questi hanno sul benessere generale dei lavoratori coinvolti.



Come si spostano i lavoratori italiani? Le aziende hanno bisogno di rivedere nuovi modelli di lavoro flessibile e schemi per trattenere i dipendenti e attrarre nuovi talenti?  Ecco i risultati riguardanti l'Italia, numeri e percentuali da cui emergono  alcuni aspetti che impattano sulla vita e che condizionano la nostra dimensione lavorativa.

Il tragitto casa-lavoro per i professionisti italiani risulta essere di gran lunga più stressante (68%) se comparato alla media dei colleghi europei che si dichiarano stressati per  il 38%
Lo stress è dovuto principalmente al sovraffollamento dei mezzi pubblici, a sporcizia e a frequenti problemi tecnici (scioperi, ritardi, guasti) che inevitabilmente condizionano l’inizio della giornata lavorativa degli italiani.

Il 64% dei rispondenti, quale  possibilità di risposta multipla,  individuano i trasporti pubblici come modalità più conveniente per raggiungere il posto di lavoro . Il  47% dei professionisti affermano  anche che i mezzi pubblici, se comparati ai mezzi privati, risultano essere la modalità più veloce per recarsi in ufficio.

Sorprendentemente lo studio ha rivelato come le donne in posizioni impiegatizie tendano a subire lo stress più di altri. Stress legato  in particolare  a inefficienze del servizio e sovraffollamento.

La distanza casa - lavoro colpisce anche le aziende, vista la difficoltà nel trattenere i propri dipendenti o il mancato invio della candidatura dei candidati.
Le aziende hanno la possibilità di  ottimizzare  meglio le proprie politiche di ritenzione implementando misure quali l’attuazione di  settimane lavorative compresse o estendendo la macchina aziendale quale benefit, influenzando positivamente produttività delle performance e fedeltà e impegno verso l’azienda.

L’Italia al primo posto per  stress generato dal trasporto privato, con il traffico quale principale fonte di causa.
Sebbene non venga avvertito cosi stressante come l’uso dei mezzi pubblici, un lavoratore italiano su due riferisce come esperienza stressante anche il  trasporto privato quale modalità  per raggiungere il posto di lavoro. Nonostante questo, ben il  71% dei professionisti sceglie per la macchina  per recarsi al lavoro.  Ne esce uno scenario che vede le nostre città ancora largamente dipendenti dalle macchine.

Le aziende dovrebbero incentivare i propri dipendenti ad utilizzare le biciclette per recarsi al lavoro? Una delle misure per contrastare lo smog e favorire forme alternative di trasporto , sono stati i 35 milioni di euro che il governo ha stanziato lo scorso dicembre per finanziare soluzioni di mobilità sostenibilità sostenibile. Milano è tra le principali città che per risolvere il problema dello smog sta lavorando ad un progetto che presenterà per ottenere tali incentivi e che si basa sul  modello francese che prevede un rimborso ai dipendenti che sceglieranno la bicicletta per recarsi al lavoro.

Gli italiani impiegano 4 giorni al mese del loro tempo negli spostamenti casa- lavoro.
I lavoratori italiani impiegano in media 45 minuti, dopo solo la Turchia con 48 minuti di spostamento door to door. In media gli italiani investono circa 30 ore al mese, quasi 4 giorni lavorativi negli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro. Questo apre un interessante dibattito circa la flessibilità del lavoro a distanza e la necessità di offrire ai lavoratori giornate lavorative più brevi, senza escludere altre  iniziative cui scopo è aumentare la produttività e il benessere dei lavoratori nelle aziende in Italia. Quasi un italiano su due desidera cambiare lavoro per avvicinarsi a casa

Spostamenti lunghi e difficoltosi, sia utilizzando mezzi pubblici che private, hanno un inevitabile impatto sull’equilibrio tra vita personale e lavoro, dove l’Italia purtroppo rimane alle corde con il peggior life work balance europeo, fermo al 5.3.

Ben il  46% dei professionisti italiani inoltre affermano che cambierebbero volentieri in favore di un lavoro più vicino a casa. Cosa possono fare quindi le aziende per influenzare positivamente i propri dipendenti? La possibilità di lavorare da remoto offre davvero alle aziende la possibilità di accedere ad un pool di talenti più vasto, non condizionato dalle restrizioni geografiche?  Davvero i dipendenti sarebbero meno stressati? Occorre precisare ovviamente che queste misure possono   essere previste solo in accordo alla natura del business, e non esistono strategie unitarie né tanto meno tutte applicabili.


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