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giovedì 29 settembre 2016

STIPENDI DEI DIRIGENTI RAI? NUOVI LIMITI ALL'ITALIANA!


Nuovi limiti ai maxi stipendi dei dirigenti RAI dopo il pseudo-scandalo estivo legato alla pubblicazione delle loro retribuzioni? Sì o quasi, insomma un bel nì all'italiana! Da poche ore, infatti, l'ufficio stampa di Mamma Rai ha pubblicato un comunicato che spiega bene la soluzione adottata dal Consiglio di Amministrazione per dare un determinato "segnale" all'opinione pubblica.

Lo riportiamo qui di seguito:
"Il Consiglio di amministrazione della Rai riunitosi sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha approvato all'unanimità il codice di autoregolamentazione delle retribuzioni.
L'impegno della Rai è quello di utilizzare come riferimento specifico il rispetto dell'indicazione di tetto retributivo di 240 mila euro oggetto del dibattito parlamentare prevedendo però un ridotto e disciplinato numero di eccezioni legate ad alcune figure apicali operative. Per questo ristretto e quantificato numero di ruoli si rende necessario garantire la possibilità di assicurarsi figure professionali in grado di guidare un’azienda estremamente complessa, che deve agire a pieno titolo sul mercato finanziario. Per le figure indicate, alla retribuzione fissa potrà essere aggiunta una ridotta parte variabile secondo percentuali definite e collegate alla performance. Si tratta, in sostanza, di rispettare l'indicazione del tetto garantendo però a Rai la possibilità di continuare a motivare, attrarre o trattenere i dipendenti con competenze altamente qualificate valorizzandone il merito. 
Tutto questo nella assoluta consapevolezza che, qualora vi fosse una diversa indicazione da parte del legislatore, l'Azienda si atterrà ovviamente al rispetto di quanto deciso dalla legge."


Quindi, per farla breve, ci saranno alcune decine di funzionari e dirigenti che dovranno sopravvivere con 240mila euro di RAL annui (la speranza è ovviamente quella che riescano a far fronte alle incombenze economiche della vita)  e dieci posizioni apicali per le quali, guarda caso, sono previste delle deroghe, più o meno 50mila euro di indennità di funzione! Il perché lo hanno spiegato la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto durante un’audizione in commissione di Vigilanza.
In pratica la ratio è quella di dare un segnale (come detto in apertura), cercando però di mantenere la tv di Stato sul mercato. “Con il regolamento sugli stipendi – spiega Maggioni - la Rai stabilisce che c'è un modo per cui il limite può essere applicato garantendo il futuro dell'azienda” perché “dire che non si possa mai avere un manager con uno stipendio sopra i 240 mila euro è molto pericoloso”.

Che dire, in un'Italia piena di laureati con esperienza decennale e RAL che mediamente non arrivano ai 30/35 mila euro, ci sarà pure qualche volontario disposto a spendersi come dirigente a fronte di quei miseri 15mila euro mensili?

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