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giovedì 5 maggio 2016

CATEGORIE PROTETTE: QUALI INFORMAZIONI INSERIRE NEL CURRICULUM


Appartieni alle categorie protette (ex L.68/99) e stai cercando un lavoro? Ebbene, tieni bene presente che anche nella compilazione nel curriculum vitae è importante segnalare nella maniera più appropriata l'eventuale appartenenza a questa particolare tipologia di lavoratori. Ecco i consigli dei recruiter Jobmetoo, esperti nella selezione di persone con disabilità e appartenenti alle categorie protette.


Legge, logica e buon senso...Il primo punto da chiarire è il seguente: non esiste alcun obbligo legale che imponga di indicare alcun riferimento in tal senso quando ci si candida. Ma logica e buon senso suggeriscono indubbiamente di far presente di essere un soggetto interessato alla Legge 68 del 1999, in particolare quando si tratta di ricerche di personale espressamente riservate alle categorie protette.

Dove? E’ consigliato indicare l’appartenenza alle Categorie Protette in testa al curriculum, dopo i dati personali, oppure alla fine, magari nella sezione dedicata alle note. Specificare se si tratta di invalidità civile oppure di Art.18 (anche in questo caso le aziende possono essere interessate).

Altre indicazioni: Per quanto riguarda la tipologia delle informazioni, potrebbe essere utile indicare la percentuale di invalidità e l’eventuale iscrizione al collocamento mirato. Ovviamente stiamo parlando di dati che, in caso di assunzione, dovranno essere suffragati da documenti veri e propri.

Completezza delle informazioni: Quindi, meglio optare per un curriculum che offra all'azienda la possibilità di avere sin da subito informazioni complete, trasparenti e veritiere. Un esempio in tal senso lo offre Jobmetoo, agenzia specializzata proprio nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro tra aziende e categorie protette. Nel proprio sito, infatti, offre ai candidati la possibilità di inserire nel profilo due schede, “stato di salute” e “fattori ambientali”, dove indicare eventuali necessità o indicazioni per il futuro datore di lavoro. Non solo, a discrezione del candidato, è possibile allegare anche la relazione conclusiva rilasciata dalla ASL (con totale tutela della privacy).  In questo modo le aziende possono contare sin da subito su un quadro della situazione documentato ed esaustivo, presupposto indispensabile per una selezione consapevole e di ampie prospettive, anche nell'interesse del candidato.

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