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lunedì 1 febbraio 2016

NUOVI POSTI DI LAVORO IN ITALIA, UN PROGETTO DI JP MORGAN E UNIVERSITA' BOCCONI


JPMorgan Chase Foundation e Università Bocconi hanno annunciato il lancio di New Skills at Work in Italy, un programma di ricerca triennale finalizzato a dare indicazioni sulle dinamiche e i cambiamenti del mercato italiano del lavoro e raccomandazioni basate sui dati per la creazione e lo sviluppo di nuovi posti di lavoro.


Tra i 22 paesi considerati dall’Ocse nella prima Survey of Adult Skills, il mercato del lavoro italiano risulta uno dei più inefficaci nel far incontrare competenze e offerte di lavoro. L’Italia registra una quota molto alta sia di lavoratori con competenze insufficienti (gli underskilled, terza posizione) sia di lavoratori con competenze eccessive (overskilled, settima posizione). Un lavoratore su cinque ha competenze al di sotto o al di sopra di quelle richieste dal suo lavoro.


Secondo ricerche preliminari, lo skill mismatch sembra essere una delle cause della cattiva allocazione delle risorse che, in Italia, produce tassi eccezionalmente alti di disoccupazione giovanile e di lungo termine e rallenta la crescita della produttività e del Pil. In 17 anni l’Italia ha perso più di 20 punti percentuali di crescita del Pil rispetto ai partner europei e 35 punti rispetto agli Stati Uniti.

L’iniziativa è parte di un programma promosso da JPMorgan Chase in Europa e focalizzato sul contrasto alla disoccupazione, al miglioramento della struttura del mercato del lavoro e allo sviluppo di una forza lavoro competente e capace di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro. Il programma è parte integrante dell’iniziativa globale quinquennale New Skills at Work di JPMorgan Chase presentata negli USA a dicembre 2013. New Skills at Work è il più grande progetto privato finalizzato a contrastare lo skill gap che affligge molti paesi del mondo.

Nonostante il mercato del lavoro a livello europeo si stia riprendendo, in molti incontrano ancora difficoltà a trovare un impiego, poiché le loro qualifiche e competenze troppo spesso non soddisfano i requisiti richiesti dai ruoli disponibili. Il cosiddetto skill mismatch, cioè la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle possedute, inficia, dunque, sia le opportunità  di lavoro perseguibili e la produttività delle aziende.  L’identificazione di soluzioni utili a stimolare la creazione  di lavoro e a fornire ai lavoratori formazione e competenze effettivamente richieste dalle imprese è il cuore del programma New Skills at Work. Attraverso la partnership con l’Università Bocconi, cerchiamo di identificare strumenti e linee guida per i nostri interventi filantropici e per supportare gli sforzi pubblici e privati  nell’affrontare le difficoltà del mercato del lavoro, accrescere i livelli di competenza e le opportunità di crescita economica”, ha detto Hang Ho, responsabile JPMorgan Chase Foundation per EMEA.


Il programma di ricerca è un efficace esempio di come le imprese e l’accademia possano collaborare e produrre un impatto positivo sulla vita di tutti i giorni”, ha affermato il rettore della Bocconi, Andrea Sironi. “Grazie al finanziamento di JPMorgan Chase Foundation, i ricercatori della Bocconi lavoreranno sul tema dello skill mismatch per tre anni e la Fondazione utilizzerà i risultati di ricerca per sviluppare best practice finalizzate a colmare lo skill gap.”

Guido Nola, co-senior country officer di J.P. Morgan in Italia, ha detto: “Quale banca fortemente impegnata a promuovere la crescita delle comunità e dei mercati dove operiamo e lavoriamo, siamo particolarmente orgogliosi di portare il programma News Skills at Work in Italia oggi e di intraprendere questa partnership con l’Università Bocconi e il un team di ricercatori e accademici di così elevato standing. Con questo progetto vogliamo promuovere il dialogo tra gli attori pubblici e privati e fare la nostra parte nell’aiutare il Paese ad affrontare il problema occupazionale, cruciale per il suo futuro”.

Il programma di ricerca ha due obiettivi principali. In primo luogo vuole analizzare il ruolo dello skill mismatch nella determinazione della scarsa crescita della produttività italiana. In secondo luogo studierà il ruolo di alcuni aspetti legati alla domanda (le imprese) e all’offerta (formazione) nel determinare lo skill mismatch. Sulla base di questi risultati sarà possibile formulare una serie di suggerimenti per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e del sistema della formazione, nonché l’allocazione dei lavoratori nell’economia.

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