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martedì 2 febbraio 2016

LAVORO: IL FUTURO E' NELLA FORMAZIONE E NELLA MOBILITA'. SVIZZERA, LUSSEMBURGO E SINGAPORE INSEGNANO...

Il mercato del lavoro è fluido, dinamico e nell'arco di pochi anni è in grado di mutare notevolmente i numeri, i dati e le percentuali che lo caratterizzano. Fattori economici, tecnologici. demografici, sociologici e normativi possono intervenire cambiando le regole del gioco, imponendo ai governi, alle aziende e ai candidati cambiamenti di strategia per muoversi in questo difficile mercato. 




Oggi la situazione, a livello planetario, non è delle più sempici: sono circa 200milioni le persone stanno cercano un lavoro; l'automazione e le tecnologie sempre più sofisticate metteranno a rischio un posto di lavoro su due; muteranno di conseguenza e figure professionali ricercate dalle aziende e le competenze richieste; è previsto un drastico ridimensionamento della forza lavoro (in pratica dei soggetti in età lavorativa). Il risultato? Le principali economie si troveranno ad affrontare una grave carenza di manodopera e di competenze professionali per affrontare le esigenze del mercato!
La soluzione a medio - lungo termine di questa problematica non può essere che una sola: investire nello sviluppo e nella mobilità internazionale dei talenti.
Ecco spiegato il motivo per cui, ogni anno, Adecco, Groupcon Insead e Human Capital Leadership Institute pubblicano il Global Talent Competitiveness Index (GTCI), la classificazione internazionale, che classifica i Paesi in base alla capacità di sviluppare, attrarre, formare e fidelizzare i giovani talenti. Giunto alla sua terza edizione, il GTCI 2016 verte in particolare sulla seguente tematica: “Capacità di attirare i talenti e Mobilità internazionale”. Le domande alle quali si intende rispondere riguardano il dove e come individuare i talenti necessari per aziende e società, nonché sui valori della mobilità e della fidelizzazione in termini di occupazione e competitività.

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Diciamo subito che l'Italia non spicca certo per virtuosismo, visto che occupa il 41esimo posto nel ranking che comprende 109 Paesi. Da un lato, il nostro Paese vanta alti standard dal punto di vista della capacità di sviluppare e formare talenti e le loro competenze professionali, dall'altro però non risulta sugli stessi livelli per quanto riguarda la capacità di attrarre nuovi talenti e professionisti. 




 



 






 

I tre Paesi migliori in termini di competitività dei talenti si confermano essere la Svizzera al primo posto, seguita da Singapore e Lussemburgo, rispettivamente secondo e terzo classificato. Non se la cavano male nemmeno il Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Australia che con le loro politiche di "immigrazione pilotata" consolidano una sorta di primato e tradizione quando si parla di lavoro e sviluppo. In queste realtà, è dimostrato, la mobilità, crea eccellenza, reti e innovazione a tutto vantaggio delle imprese e della società, sia nei Paesi di destinazione che in quelli di origine. In sintesi, apertura al mondo e misure di investimento e sviluppo semplici e chiare consentono di pensare in termini positivi al presente e al futuro. Speriamo che i nostri lungimiranti politici diano un'occhiata a studi come questo....
Per consultare una sintetica infografica sull'argomento cliccare sul link che segue:
http://www.adecco.it/SiteCollectionDocuments/GTCI_infografica_2015-2016.pdf

Per leggere la versione integrale del GTCI basta un click su quest'altro link:



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