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mercoledì 25 novembre 2015

SMART WORKING, COSA SIGNIFICA E QUAL'E' LA SITUAZIONE IN ITALIA


Cosa significa Smart Working e quali sono i numeri del suo utilizzo in Italia? Per quanto concerne la sua definizione concettuale e funzionale, diciamo subito che si tratta, in estrema sintesi, di un nuovo modo di intendere l'organizzazione del lavoro con un approccio più flessibile, modulabile e intelligente, in quanto sganciato dai tradizionali vincoli legati al luogo, all'orario e agli strumenti fisici di lavoro. Una soluzione che permette alle aziende di concedere maggiore autonomia ai dipendenti a fronte di una maggiore responsabilizzazione in termini di risultati.



Sul fronte dell'utilizzo, secondo le indagini condotte dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, lo Smart Working tra le imprese varia ancora in modo sostanziale a seconda della dimensione aziendale.
Nelle PMI, la diffusione risulta ancora molto limitata: oltre 1 PMI su 2 non conosce il fenomeno o dice di conoscerlo ma di non esserne interessata, mentre solo il 5% di esse dichiara di avere un progetto strutturato.
Non mancano però situazioni in cui l’interesse c’è (29%) o si è già iniziato a lavorare introducendo informalmente logiche di flessibilità e autonomia (9%).
Nelle organizzazioni più grandi invece, l’interesse è decisamente maggiore: mentre sono pochissime le imprese disinformate (3%), solo il 12% delle aziende coinvolte dichiara disinteresse, e il 37%, pur non avendo ancora concretamente iniziato ad attivare o progettare iniziative, lo ritiene interessante.
Quasi 1 impresa su 2, dichiara di aver già adottato questo nuovo approccio al lavoro, in modo strutturato (17%) oppure più informale (17%), o di aver iniziato ad impostare un progetto che va in questa direzione (14%).


Confrontando gli approcci rispetto alle singole leve di progettazione troviamo conferma dell’ancora minore interesse delle PMI verso questo nuovo paradigma. Nelle PMI si riscontrano meno iniziative, rispetto alle organizzazioni di maggiori dimensioni in quasi tutti gli ambiti, fatta eccezione per il layout fisico, dove la diffusione delle iniziative tra i due cluster dimensionali è analoga.
È fondamentale il ruolo delle funzioni di staff nell’avvio e coordinamento dei progetti. In particolare i “project leader” delle iniziative di Smart Working si trovano solitamente all’interno delle funzioni HR e IT (rispettivamente nel 71% e nel 37% dei casi).
Anche la funzione Facility Management, sebbene sia raramente il leader di progetto, ha un ruolo rilevante durante le fasi di gestione nel 60% dei casi. Un altro attore protagonista delle iniziative di Smart Working è il sindacato, le cui rappresentanze sono coinvolte nel 66% dei casi.
 Il tempo necessario all’avvio di una iniziativa di Smart Working è relativamente breve: il 32% delle organizzazioni ha infatti iniziato a progettare l’iniziativa lo scorso anno, il 12% nella prima parte del 2015. 1 su 3 ha invece richiesto tra i due e i tre anni di incubazione.

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Di seguito una interessantissima infografica (realizzata sempre dagli Osservatori Digital Innovation del PoliMi) che fotografa ed espone con molta chiarezza questi dati:



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