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venerdì 22 maggio 2015

CONTRATTI DI LAVORO 2015, E' BOOM PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO


Le piccole e medie imprese aumenteranno le assunzioni per il 2015. Una tendenza che interesserà in particolare quelle attive sul web, realtà che hanno una propensione ad assumere doppia rispetto a quella delle aziende offline. Sono solo alcuni degli interessantissimi dati che emergono dal rapporto 2015 Unioncamere, che annuncia una crescita di 23mila nuove entrate rispetto allo scorso anno (+4%).


Più precisamente, si stima che sono ben 595mila il numero dei nuovi contratti di lavoro pianificati per quest’anno, dei quali 472.540 consisteranno in assunzioni di personale alle dipendenze dirette e 122.300 in contratti "atipici". Notevole, inoltre, il boom per il lavoro stabile, con +82,5% di contratti a tempo indeterminato (+73.140 rispetto al 2014) per un totale di quasi 162 mila assunzioni. Vola il Nord Ovest (+12,4%).

Per quanto riguarda le forme contrattuali diminuiscono i parasubordinati (-11.440 i collaboratori e le partite IVA) e aumentano i dipendenti (+34.300 unità, compresi gli interinali). A crescere è soprattutto il lavoro “stabile” alle dipendenze, che fa registrare un boom di contratti a tempo indeterminato del +82,5% (+73.140 unità rispetto al 2014), per un totale di quasi 162mila assunzioni complessive. Si tratta di assunzioni, queste ultime, attribuibili per 35.600 unità all’effetto del Jobs Act e, di queste, 25.700 sono da ritenersi assunzioni effettivamente aggiuntive, perché in assenza della riforma non sarebbero state programmate dalle Pmi, mentre  poco  meno di 10mila sono da attribuirsi all’incentivo economico che ha portato le aziende ad anticipare le assunzioni previste per il 2016.

In crescita quest’anno è anche il numero delle PMI che prevedono assunzioni, 19mila in più rispetto al 2014 per un totale di 210mila imprese. A programmare nuovi “ingressi” è infatti il 14,1% delle piccole e medie imprese contro il 12,4% nel 2014, una quota che si eleva al 20% nel caso delle imprese online a fronte del 10% di quelle non presenti sulla “Rete”.




1 commento:

  1. ottima notizia, anche perchè ci sono 3,2 milioni di disoccupati e 3,5 milioni di inattivi talmente demoralizzati dalla ricerca di un lavoro che non lo cercano nemmeno più, e quelli che chiamate a tempo indeterminato possono essere licenziati in qualsiasi momento fra i 3 ed i 35 anni contributivi, perchè senza art.18 si può licenziare senza troppi oneri processuali.
    7 milioni diviso 74 mila = 94 anni per occuparli tutti, un periodo pari a 3 volte 20 anni, ed in questi ultimi 20 anni abbiamo perso oltre il 25% dell'industria con conseguente perdita di posti di lavoro potenziali.
    Senza dimenticare che studi di Oxford parlano di licenziamento dell'attuale 47% di forza lavoro con la quarta rivoluzione industriale.
    Quindi licenziamo liberamente !!!

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