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venerdì 27 febbraio 2015

ORIENTAMENTO, SCUOLA E LAVORO: LA SITUAZIONE DEI DIPLOMATI IN ITALIA

Nel periodo 1984-2013 l’Italia ha perso, a causa del calo demografico, quasi il 40% dei propri diciannovenni. Contemporaneamente si è ampliata significativamente la scolarizzazione della popolazione: nel 2013 è giunto al diploma di scuola media superiore il 77% dei 19enni, una percentuale praticamente doppia rispetto a quella rilevata agli inizi degli anni ’80. Si è invece ridotto il passaggio dalla scuola secondaria superiore all’università, confermando così il ridotto interesse, le difficoltà economiche delle famiglie e la mancanza di politiche per il diritto allo studio, rispetto all’accesso agli studi universitari di questa fascia di popolazione giovanile.

Solo il 30 per cento dei 19enni accede agli studi universitari. Il messaggio rimane preoccupante: di fronte a un Paese che avrebbe necessità di aumentare la soglia educazionale si registra un a minore attrazione dei giovani verso lo studio universitario.
Nello stesso tempo diminuisce il tasso di occupazione giovanile, cresce quello di disoccupazione (che sfiora, secondo i dati più recenti, il 40% tra i 15-24enni) e diventa sempre più preoccupante il numero di coloro che non fanno nessuna scelta e che rica dono nella categoria dei NEET (Not in Education, Employment or Training ), giovani che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro. Questi i dati salienti di una ricerca realizzata da AlmaDiploma, una incredibile risorsa ricca di dati e informazioni che aiutano a comprendere meglio la situazione di chi in Italia sceglie, frequenta ed esce da una scuola superiore.




L’INDAGINE: I NUMERI
L’indagine ha riguardato circa 90 mila diplomati del 2013, 2011 e 2009 intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del diploma, appartenenti ai 350 Istituti di scuola secondaria superiore coinvolti nell’Indagine. Nello specifico, sono stati coinvolti circa 50.000 diplomati del 2013, indagati ad un anno dal diploma; 30.000 diplomati del 2011, intervistati a tre anni e 10.000 diplomati del 2009, contattati a cinque anni dal diploma.
Nel rapporto vengono indagati diversi elementi: la quota dei ripensamenti, ovvero i diplomati che potendo tornare ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore farebbero una scelta differente, valore che aumenta con il trascorre del tempo; e quanti, scegliendo di proseguire gli studi oltre il diploma, si sono poi pentiti del percorso universitario intrapreso. Da qui la necessità di mettere in atto politiche di orientamento mirate alle esigenze individuali degli studenti. E poi il mondo del lavoro, il guadagno, gli ambiti professionali e la tipologia contrattuale, a uno, e a tre e a cinque anni dal diploma. Fino al focus che mette in risalto l’importanza all’interno degli Istituti di progetti di alternanza scuola-lavoro, compresi stage e tirocini.

VALUTAZIONE DELL’ESPERIENZA SCOLASTICA
La quota del pentiti cresce con il trascorrere del tempo: alla vigilia degli studi il 44% dei diplomati 2013 dichiara di aver sbagliato a scegliere la scuola fatta; dopo un anno gli stessi ragazzi si dichiarano “pentiti” nel 46% dei casi.
La scelta del percorso di scuola secondaria superiore avviene notoriamente in un momento molto delicato, nel quale da un lato il ragazzo ha assai raramente raggiunto la maturità necessaria per compiere una scelta pienamente consapevole, così che famiglia e insegnanti della scuola media inferiore esercitano un ruolo di primaria importanza nella scelta del percorso da compiere. È probabilmente per tali ragioni che alla vigilia della conclusione degli studi il 56% dei diplomati del 2013 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso corso nella stessa scuola, mentre il restante 44% compierebbe una scelta diversa: circa un quarto dei diplomati cambierebbe sia scuola sia indirizzo, il 12% ripeterebbe il corso ma in un’altra scuola, un ulteriore 8% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso nella stessa scuola.
Ad un anno dal diploma il quadro si modifica leggermente: la quota di intervistati che replicherebbe esattamente il percorso scolastico compiuto diminuisce di 2 punti percentuali, ragg iungendo il 54% degli intervistati e ampliando così al 46% la percentuale di chi varierebbe, anche se solo parzialmente, la propria scelta: il 30% dei diplomati cambierebbe sia scuola sia indirizzo, il 7% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso, mentre il 9% cambierebbe scuola.
I diplomati meno convinti della scelta compiuta a 14 anni risultano quelli degli istituti professionali; tra questi, inoltre, nel corso del primo anno successivo al conseguimento del titolo, si acuisce il malcontento rispetto alla scelta compiuta (tendenza verificata anche tra i diplomati tecnici). I liceali, invece, risultano essere tendenzialmente i più appagati dalla scelta compiuta.

DOPO IL DIPLOMA: UNIVERSITÀ O LAVORO?
Ad un anno dal diploma, 65 diplomati su cento proseguono la propria formazione e sono iscritti ad un corso di laurea (il 53% ha optato esclusivamente per lo studio, il 12% frequenta l’università lavorando); il 28% ha preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro (per la precisione il 12% studia e lavora e il 16% lavora solamente). I restanti 20 su cento, infine, sidividono tra chi è alla ricerca attiva di un impiego (16%) e chi invece, per motivi vari (tra cui formazione non universitaria, motivi personali o l’attesa di una chiamata per un lavoro già trovato), non cerca un lavoro (4%)-
A tre anni dal diploma, aumenta la quota di occupati: è dedito al lavoro il 40% dei diplomati (il 16% coniuga studio e lavoro, il 24% lavora sola mente); è ancora impegnato con gli studi universitari il 63% (il 47% studia solamente).
A cinque anni la quota di occupati cresce in modo significativo: infatti è dedito al lavoro il 51% dei diplomati (il 35% è dedito esclusivamente al lavoro, il 16,5% coniuga studio e lavoro).

IL VOTO

L’analisi della condizione lavorativa per voto di diploma conferma che i ragazzi che conseguono il titolo con una votazione più modesta tendono a presentarsi direttamente sul mercato del lavoro, senza proseguire ulteriormente la formazione. Prendendo in considerazione coloro che lavorano solamente emerge che il differenziale occupazionale ad un anno dal titolo è pari a 6 punti percentuali: risulta esclusivamente impegnato in atti vità lavorative, infatti, il 13% dei diplomati con voto alto e il 19% di quelli con voto basso. A tre anni le quote di quanti lavorano solamente sono rispettivamente 19% e 29%, mentre a cinque 30% e 41%. Se l’impegno in un’attività lavorativa pare essere caratteristica peculiare dei diplomati con voto più modesto, la prosecuzione degli studi all’opposto, è una scelta che coinvolge soprattutto i diplomati più brillanti: indipendentemente dalla condizione lavorativa, infatti, risultano iscritti all’università nella misura del 72% (contro il 56,5% di quelli con voto basso). Analogamente, e ciò risulta dimostrato in ciascun percorso formativo analizzato, a tre e cinque anni la decisione di dedicarsi allo studio è più diffusa tra chi ha conseguito una votazione maggiore: è pari al 72% e 55%, contro il 53% e il 41%, rispettiva mente, dei colleghi meno “bravi”. È naturale che quindi entrino in gioco, nelle scelte maturate dai ragazzi negli anni successivi al conseguimento del titolo, diverse propensioni, inclinazioni e opportunità formative legate, tra l’altro, ai risultati scolastici raggiunti.

ESPERIENZE LAVORATIVE E DI STAGE POST DIPLOMA
Dall’Indagine emerge che le esperienze lavorative, così come tirocini/stage compiuti durante gli studi, esercitano un effetto positivo in termini occupazionali. Anche l’aver partecipato ad uno stage in azienda dopo il diploma risulta premiante in termini occupazionali.
A parità di ogni altra condizione, dunque, le esperienze di lavoro, di qualsiasi natura, svolte prima e dopo il diploma, rafforzano la probabilità di lavorare, entro un anno dal conseguimento del titolo.
Per quanto riguarda le attività di tirocinio durante gli studi si evidenzia che chi ha svolto questo tipo di esperienza, rispetto a chi non lo ha fatto, ha il 42% in più di probabilità di lavorare; la probabilità sale al 69% se si considerano le esperienze di stage svolte in azienda dopo il diploma.

ALTERNANZA SCUOLA -LAVORO
Uno specifico approfondimento, che ha riguardato i diplomati del 2013, attiene al progetto alternanza scuola-lavoro, ossia alla presenza di percorsi didattici che alternano di periodi di studio e di lavoro, al fine di orientare gli studenti e trasferire loro competenze spendibili nel mondo del lavoro. Informazioni utili anche in vista degli obiettivi previsti da “La buona scuola” secondo cui la possibilità di fare percorsi di didattica in realtà lavorative aziendali, sarà resa sistemica per gli studenti di tutte le scuole secondarie di secondo grado.
Dall’Indagine emerge che il 40% dei diplomati dichiara che il percorso didattico concluso prevedeva tali tipi di esperienze, che, come ci si poteva attendere, risultano particolarmente diffuse negli istituti professionali (il 73% dei diplomati dichiara che il progetto era previsto) e, in misura minore, nei tecnici (56%); riguardano solo in mini ma parte i licei (15%).
Negli istituti che prevedono l’alternanza scuola-lavoro, circa un terzo dei ragazzi dichiara di aver partecipato al progetto: ancora una volta tali esperienze sono diffuse soprattutto tra i diplomati professionali (67,5%) e i tecnici (45%); riguardano invece solo l’8% dei liceali.
L’alternanza scuola-lavoro non sembra essere un’esperienza isolata, che termina con il diploma, ma spesso si traduce in un rapporto di lavoro con l’azienda presso cui lo studente ha svolto i periodi lavorativi previsti dal progetto: ad un anno dal diploma, infatti, fra gli occupati che hanno svolto l’alternanza, ben il 34% lavora nella stessa azienda in cui ha svolto il progetto; quota che raggiunge il 38% tra i diplomati tecnici. Un dato questo molto in teressante (seppure in valore assoluto il fenomeno sia circoscritto a numeri ancora modesti), che rafforza l’importanza di una sempre maggiore diffusione di tali esperienze al fine di migliorare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Per approfondire l'argomento potete consultare il testo integrale dell'indagine condotta da AlmaDiploma. Basta cliccare sul link che segue:
ORIENTAMENTO, SCUOLA, FORMAZIONE E LAVORO: LA SITUAZIONE DEI DIPLOMATI IN ITALIA
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