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lunedì 16 febbraio 2015

ITALIANI, PRECARI DA GIOVANI E INDIGENTI DA PENSIONATI?

Oggi giovani lavoratori in gran parte precari, domani pensionati (forse) e indigenti: il 65% delle nuove generazioni andrà in pensione con meno di mille euro!
Attualmente il 40% dei lavoratori dipendenti di 25-34 anni ha una retribuzione netta media mensile di mille euro. Ebbene, proprio questa fascia di pololazione di lavoratori, si troverà a confrontarsi e a pagare le conseguenze dell'invecchiamento della popolazione e delle riforme pensionistiche.





E' quanto emerge da una recente ricerca del Censis, secondo la quale più di 6 giovani occupati dipendenti 25-34enni di oggi avrà una pensione ben al di sotto dello stipendio medio (calcolato oggi a circa mille euro!!).
Una proiezione che, per quanto inquitante, riguarda addirittura i più «fortunati», cioè i 3,4 milioni di giovani oggi ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Se invece si focalizza il discorso sui 25-34enni autonomi o con contratti di collaborazione, piuttosto che sugli oltre due milioni di Neet (quelli che non studiano e non lavorano) la situazione precipita ancora di più, arrivando ai limiti della sussistenza.
Il problema di fondo, quindi, è il seguente: se da un lato il sistema obbligherà a lavorare fino ad età avanzata (70 - 75 anni), per avere quattro soldi di pensione, dall'altro il mercato del lavoro sarà in grado di offrire le condizioni perchè ciò si avveri? Pensando ai dati degli ultimi anni in termini di occupazione, disoccupazione e inoccupazione sembrerebbe proprio di no.....

Per maggiori informazioni sull'argomento, in termini di numeri e percentuali, basta cliccare sul link che segue:
ITALIANI, UN PRESENTE DA LAVORATORI PRECARI E UN FUTURO DA PENSIONATI INDIGENTI?

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MERCATO DEL LAVORO - STUDI E RICERCHE - GIOVANI E LAVORO




1 commento:

  1. senza contare che under 30 anni ci sono 700 mila disoccupati ed over 30 anni sono 3,5 milioni di persone.
    Ma che vuoi che interessi ad un pacco di politici corrotti che forse hanno avuto tangenti anche per far fallire l'europa facendo leva su paesi fragili come l'Europa.
    Dal 2001 i fondi pensione (quelli che pagheranno meno di 1000 euro) e i bilanci comunali sono stati riempiti di subprime in cambio di denaro (tasse e contributi pensionistici) per salvare le banche amiche dei politici (vedi bancopoli) che avevano rapporti con la Lehman and Brothers. All'esplodere della bolla speculativa sono stati svuotati trovandosi in mano carta straccia che non è valsa nemmeno un risarcimento da parte degli USA che con le sue leggi deregolamentate infami tale danno l'ha creato.

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