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martedì 30 dicembre 2014

LAVORO, SCUOLA E FORMAZIONE IN ITALIA: PUBBLICATO L'ANNUARIO ISTAT 2014

Martedì 23 dicembre 2014 l'Istat ha pubblicato online l'Annuario statistico italiano 2014. Stiamo parlando di una grande raccolta di ricerche e studi utili per comprendere meglio e più a fondo una miriade di tematiche che interessano direttamente la vita di tutti i cittadini italiani: Territorio; Ambiente ed energia; Popolazione e famiglie; Sanità e salute; Protezione sociale; Giustizia criminalità e sicurezza; Istruzione e formazione; Cultura e tempo libero; Elezioni e attività politica e sociale; Lavoro e retribuzioni; Condizione economica, vita quotidiana e consumi delle famiglie; Contabilità nazionale; Agricoltura; Imprese; Commercio estero e internazionalizzazione delle imprese; Prezzi; Industria; Costruzioni; Turismo; Trasporti e telecomunicazioni; Ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione; Commercio interno; Istituzioni pubbliche e istituzioni non profit; Finanza pubblica.





Venendo ai temi a noi più vicini (lavoro, formazione e istruzione) ecco quali sono in sintesi i dati che emergono...

LAVORO E RETRIBUZIONI
Nel 2013, gli occupati diminuiscono di 478mila unità, portando il tasso di occupazione per la popolazione di 15-64 anni al 55,6 per cento, molto al di sotto del dato Ue (64,1 per cento). Il tasso di occupazione fra i 55 e 64enni cresce in seguito all’innalzamento dell’età pensionabile e si riduce tra i più giovani (15-34 anni).
Il calo degli occupati riguarda tutti i settori di attività, ma i più colpiti sono costruzioni (-9,3 per cento) e agricoltura (-4,2 per cento). Diminuiscono i dipendenti con contratto a tempo indeterminato e a termine e crescono gli occupati a tempo parziale (+2,8 per cento).
Il tasso di disoccupazione sale al 12,2 per cento (+1,5 punti) e il tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni è pari al 36,5 per cento (ben superiore alla media Ue 28 dove è pari al 28,0 per cento). La zona grigia dell’inattività, composta del le persone che pur disponibili a lavorare non fanno ricerca attiva di lavoro, arriva quasi a 3,5 milioni persone.
La disponibilità di posti vacanti, nel 2013, nell’in sieme delle imprese dell’industria e dei servizi è in media pari allo 0,5 per cento del totale delle posizioni lavorative. Nello stesso anno, nelle grandi imprese, l’indice generale dell’occupazione alle dipendenze flette in media, rispetto al 2012, dell’1,4 per cento, come anche il ricorso alla Cig (-1,4 ore ogni mille ore lavorate). Anche l’indice generale delle ore effettivamente lavorate per dipendente diminuisce dell’1,4 per cento. Le ore di straordina rio sono il 4,4 per cento delle ore ordinarie (-0,3 punti percentuali).
Nelle imprese con almeno 10 dipendenti diminuisce sia il monte ore lavorate (-2,5 per cento) sia l’indice delle ore lavorate per dipendente (-0,9 per cento). In calo anche l’incidenza delle ore di Cig, che passa da 39,5 a 37,1 ore ogni mille ore lavorate.
Nel corso del 2013 sono stati rinnovati 17 contratti collettivi nazionali coinvolgendo poco più della metà dei lavoratori, con un aumento dell’indice delle retribuzioni orarie contrattuali dell’1,4 per cento.
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ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Nell’anno scolastico 2012/2013 gli studenti iscritti nelle scuole di diverso grado e ordine sono quasi nove milioni, circa 17.500 in meno rispetto al precedente anno. Gli alunni stranieri, in continua crescita, costituiscono poco meno del 9 per cento del totale degli iscritti.
La quasi totalità degli studenti ammessi supera gli esami di stato: nell’a.s. 2012/2013 si tratta del 99,7 per cento per la scuola secondaria di primo grado e del 98,8 per cento per la scuola secondaria di secondo grado. I migliori risultati si registrano nei licei classici e scientifici. Le studentesse ottengono tassi di successo più elevati in tutti gli indirizzi di studio e mostrano anche una maggiore propensione a proseguire gli studi oltre la scuola secondaria: quasi 62 diplomate su 100 si iscrivono all’università, contro appena 50 diplomati.
Nell’anno accademico 2012/2013, sia il numero delle immatricolazioni sia quello delle iscrizioni universitarie risulta in flessione rispetto all’anno precedente (-9,0 e -2,4 per cento). In lieve calo anche i laureati che nel 2012 sono stati 297.448 (-0,5per cento).
Cresce invece il gradimento per i corsi accademici dell’Alta formazione artistica e musicale (Afam), che registrano un incremento di iscritti del 7,5 per cento.
Per quanto riguarda l’inserimento nel mondo dellavoro, nel 2011, lavora il 48,8 per cento dei diplomati del 2007; in misura maggiore i diplomati degli istituti professionali (69,5 per cento) e tecnici (60,1 per cento); gli uomini (54,7 per cento) più delle donne (43,0 per cento).
Migliore la situazione per i laureati: nel 2011, dopo circa quattro anni dal conseguimento del titolo lavora il 69,3 per cento dei laureati dei corsi triennali e il 74,5 per cento di quelli dei corsi lunghi. Fra gli addottorati nel 2004 e nel 2006 la quota di coloro che, nel 2009, ha un lavoro supera il 92 per cento.
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