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mercoledì 26 novembre 2014

STAGE E TIROCINI FORMATIVI IN AZIENDA: NUMERI, PERCENTUALI E MAPPATURA GEOGRAFICA

Piace sempre di più alle aziende e agli studenti l'idea di insegnare e di apprendere direttamente "sul campo" attraverso lo strumento dello stage. Tant'è che si sta assistendo a una sempre maggior diffusione del tirocinio formativo, soprattutto nelle imprese di dimensioni medio-grandi, come modalità per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi, agevolando in questo modo le scelte professionali dei ragazzi. Gli studenti hanno così l’opportunità di  fare un’esperienza concreta, secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale n. 142 del 25 marzo 1998.





I numeri dei tirocini e stages
Nel 2013, le imprese dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente che hanno ospitato tirocinanti e stagisti sono state circa 217 mila, il 5,2% in più rispetto al 2012.# Rimane invece sostanzialmente stabile, al 13,9%, la quota di imprese che hanno aperto le porte a uno stagista rispetto al totale delle imprese dell’industria e dei servizi. Sono oltre 310 mila, poi, gli stagisti e tirocinanti che hanno avuto modo di svolgere un’esperienza all’interno di un’azienda, l’1,3% in più rispetto al 2012. Sono questi i dati forniti dal Sistema Informativo Excelsior, (http://excelsior.unioncamere.net/), progetto realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, riguardante il monitoraggio dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese. Tale monitoraggio si articola in un’indagine annuale effettuata su un campione di circa 100 mila imprese dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente.

Quali imprese offrono i tirocini
La quota di imprese che è stata disposta a ospitare tirocinanti e stagisti presenta un’elevata variabilità alla dimensione aziendale. Tra le imprese con almeno 250 dipendenti è massima l’incidenza di quante hanno aperto le porte ai giovani che vogliono arricchire le proprie esperienze formative sul campo, tanto che oltre 2 imprese su 3 si sono attivate su questo versante. Al decrescere della dimensione questa propensione si riduce, tanto che tra le piccole e piccolissime imprese (da 1 a 9 dipendenti) solo una su 10 si è organizzata per accogliere tirocinanti. ra i settori le differenze sono meno marcate, con le imprese dei servizi che sono comunque più impegnate rispetto a quelle industriali nel “fornire formazione” a soggetti esterni all’impresa (rispettivamente, il 14,9% nel primo caso e l’11,8% nel secondo). La distanza è ancora più contenuta considerando solo i comparti a maggior intensità di conoscenza sia dei servizi che dell’industria, visto che in questo caso la quota di quelle che hanno previsto la presenza di tirocinanti e stagisti sale al 20,6% per i servizi avanzati (5,7 punti sopra la media del totale dei servizi), nei quali ricadono le attività operanti nei servizi digitali, nelle telecomunicazioni, nei media, nei servizi avanzati alle imprese (per l’elenco completo si veda la tavola di seguito), e arriva al 18,5% per le industrie high-tech (6,7 punti sopra la media del totale dell’industria), alle quali fanno riferimento le produzioni delle industrie chimiche-farmaceutiche-petrolifere, la meccanica e l’elettronica.

Stage e aree geografiche
La propensione a ospitare tirocinanti è più marcata nel Nord Est, dove il 17% delle imprese ne ha segnalato la presenza nel 2013, guidato dalle regioni in cima alla graduatoria, Friuli Venezia Giulia e Veneto (rispettivamente, 17,9 e 17,7%) e da ben 5 province su 10 tra quelle a maggior diffusione di “imprese formatrici” per giovani stagisti (Rovigo, 21,4%; Treviso, 20,2%; Ravenna, 20,0%; Vicenza, 19,3%; Gorizia, 19,2%). A seguire il Nord Ovest, che detiene una quota pari al 15,9%, ma piazza una propria provincia, Biella, in prima posizione nella graduatoria nazionale, con una quota del 21,9%, e che con ulteriori tre province (Mantova, 20,8%; Novara, 18,7%; Vercelli, 18,5%) completa quasi del tutto la classifica delle prime dieci. In linea con la media nazionale è la quota del Centro, dove si attesta al 13,6% la quota di imprese che hanno ospitato tirocinanti o stagisti, con la provincia di Pesaro-Urbino che occupa il sesto posto nella top ten provinciale. Distanziato il Mezzogiorno, che vede solo il 9,8% delle imprese disposte a far entrare stagisti all’interno dei propri processi produttivi.

La presenza di tirocinanti e stagisti nelle imprese

Le imprese dei servizi danno accoglienza a poco meno di tre stagisti e tirocinanti su quattro, mentre l’industria ne prende in carico la restante quota. Rispetto al numero di dipendenti presenti all’interno dei settori economici, i servizi aprono le porte a 35 tirocinanti ogni 1.000 dipendenti, ma il grado di inclusione cresce sensibilmente nel caso dei servizi a maggiore qualificazione, dove il numero degli stagisti sale a 44 su 1.000. Un discorso analogo non vale, invece, per i settori industriali, dal momento che l’incidenza degli stagisti per i comparti high-tech non si differenzia da quella complessiva del settore (intorno a 17 tirocinanti ogni 1.000 dipendenti in entrambi i casi). Visto che stage e tirocini sono concepiti per completare “sul campo” la formazione scolastica, è interessante valutare qual è l’impiego di giovani che hanno appena portato a termine gli studi specialistici o che sono in procinto di farlo. Sono circa un terzo del totale dei tirocinanti i laureati e laureandi che hanno trovato una prima possibilità di integrare le proprie conoscenze tramite uno stage in azienda. Anche sotto questo punto di vista le differenze settoriali sono abbastanza marcate: con i servizi che arrivano ad attrarre una quota di laureati che si attesta al 35% del totale dei tirocinanti del settore, mentre l’industria si ferma al 24%. Tra i servizi, quelli qualificati sono quelli che offrono più spazi ai giovani per completare il proprio profilo formativo: in particolare, nei media e comunicazione, nei servizi finanziari, nell’informatica e TLC e nei servizi avanzati alle imprese la quota di laureati sul totale degli stagisti è sempre ampiamente superiore al 50%. Mentre tra i comparti industriali, solo la petrolchimica e farmaceutica destinerà ai laureati e laureandi una quota più che maggioritaria di posizioni di tirocinio.
Oltre a un elemento di completamento dell’esperienza formativa, i tirocini assolvono anche all’importante funzione di consentire alle imprese di testare la preparazione e la capacità dei giovani di rispondere alle proprie esigenze, in termini di competenze e capacità possedute, anche per valutarne la possibilità di un inserimento lavorativo. Nel 2013 sono stati più di 29 mila (poco meno del 10% del totale, il 5,5% in più rispetto al 2012) i tirocinanti che hanno concluso la propria esperienza con un’assunzione nell’impresa che li aveva ospitati.




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