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martedì 11 novembre 2014

LAUREATI E LAUREATE NEL MONDO DEL LAVORO

Fanno più fatica a trovare un impiego e spesso sono pagate meno degli uomini. In molti casi si devono accontentare di ricoprire ruoli meno rilevanti e di condizioni contrattuali peggiori.  Per le laureate italiane la parità è un obiettivo ancora lontano. Basti pensare che il 42% degli uomini laureati, quattro anni dopo il diploma, guadagna tra i 1250 e i 1750 euro, obiettivo centrato soltanto dal 28% delle donne. E, dopo lo stesso periodo, il 20% dei maschi è ancora disoccupato mentre per le laureate si sale al 26%.
E’ quanto emerge dal III Rapporto Bachelor “Giovani laureati in cammino tra università e carriera”, che analizza aspirazioni e percezioni di un campione di 1000 laureati italiani a distanza di 4 anni dal conseguimento del diploma universitario.





Retribuzione
Le laureate che guadagnano meno di 500 euro al mese sono il 17% contro il 7% dei laureati. Il 27% dei maschi può contare su di uno stipendio tra i 1250 e i 1500 euro, cosa che accade soltanto al 18% delle donne. Il discorso non cambia aumentando il livello di retribuzione: il 16% degli uomini guadagna tra i 1500 e i 1750 euro contro il 10% del campione femminile e, al 4,3% di laureati che intasca oltre 3000 euro mensili, corrisponde appena lo 0,3% di laureate.
A parità di ruolo, la retribuzione di un impiegato esecutivo è fissata tra i 1250 e i 1500 euro nel 32% dei casi per gli uomini, nel 20% dei casi per le donne. Un laureato impiegato con funzioni di quadro, invece, supera i 2000 euro il 37% delle volte se è maschio e il 21% delle volte se è femmina. D’altra parte, soltanto il 3% delle laureate riesce a raggiungere una posizione di quadro in pochi anni contro l’11% dei laureati.

Occupazione e contratti
Gli occupati tra i laureati raggiungono quasi l’80% mentre, tra le donne, il dato non arriva al 74%. Una situazione meno polarizzata al nord, dove la disoccupazione maschile si ferma al 12% e quella femminile al 13%, più marcata al sud (42% degli uomini e 50% delle donne) e soprattutto al centro, dove al 13 % di laureati senza impiego corrisponde un 29% di laureate.

Contratto, orario, soddisfazione
Il 50% degli intervistati ha un contratto a tempo indeterminato mentre tra le intervistate il dato cala al 27%. Le donne lavorano più spesso “part-time” (25% contro 7%) ma, otto volte su dieci, non si tratta di una scelta.
Il 79% degli uomini, inoltre, sente di ricoprire una mansione adeguata per un laureato rispetto al 64% delle donne. E, al 42% degli intervistati che dichiarano di svolgere un lavoro davvero coerente con gli studi intrapresi, corrisponde il 35% del campione femminile.

Non c’è da stupirsi, allora, che le donne siano decisamente meno contente della situazione contrattuale. Il 20% degli uomini, infatti, si dichiara molto soddisfatto e il 50% abbastanza soddisfatto del contratto, percentuali che scendono rispettivamente all11% e al 39% tra le donne.




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