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mercoledì 12 novembre 2014

GREEN ECONOMY, CRESCONO I FATTURATI E I POSTI DI LAVORO

Più del 20% delle aziende, dall’inizio della crisi, ha investito su innovazione, ricerca, conoscenza, qualità e bellezza e, soprattutto, sulla green economy, con positive ripercussioni sul versante economico e, quello che a noi più interessa, sul fronte occupazionale! Questo il dato principale che emerge da GreenItaly 2014, il rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola che da 5 anni ricostruisce la forza e racconta le eccellenze della green economy nazionale.


Secondo lo studio, sarebbero 341.500 le aziende italiane (circa il 22%) dell’industria e dei servizi con dipendenti che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Un dato che sale al 33% nell’industria manifatturiera. Un orientamento che si rivela strategico, tanto che proprio alla nostra green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale, esclusa la componente imputabile al sommerso. Oltre alla ricchezza l’economia verde – sempre più apprezzata dai consumatori italiani, visto che il 78% di essi è disposto a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili - produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’.
Una cifra di tutto rispetto destinata a salire ancora nel corso del 2014. Dalle realtà della green Italy infatti arriveranno quest’anno 234 mila assunzioni legate a  competenze green: ben il 61% della domanda di lavoro. Con i green jobs che diventano protagonisti dell’innovazione e determinano addirittura il 70% di tutte le assunzioni destinate alle attività di ricerca e sviluppo delle nostre aziende. Una percentuale da capogiro superiore al già alto 61,2% dello scorso anno.




FATTURATI, POSTI DI LAVORO, ECOSOSTENIBILITA' E AMBIENTE
In pratica, chi investe su tecnologia, innovazione ed ecosostenibilità, cresce in termini di fatturato e di forza lavoro, creando quindi una sorta di ricchezza diffusa per azienda e dipendenti.
Ad oggi nell’intera economia italiana sono presenti quasi 3 milioni di green jobs, che corrispondono al 13,3% del totale nazionale. A cui si aggiungono le 50.700 figure professionali “verdi” e 183.300 figure che abbiano competenze green previste nelle assunzioni programmate dalle aziende dell’industria e dei servizi per il 2014. Nell’insieme si tratta di 234 mila assunzioni, equivalenti al 61% della domanda di lavoro.  Il ‘fattore green’ è determinante anche nello stimolare nuove assunzioni, il 26,6% delle imprese eco-investitrici prevedono di assumere nel 2014 contro il 12,1% delle non investitrici.
La green economy appare inoltre una scommessa ragionevole anche per le nuove imprese. Nel primo semestre del 2014 si contano quasi 33.500 start-up green che hanno investito in prodotti e tecnologie verdi già nei primi mesi di vita o prevedono di farlo nei prossimi 12 mesi: ben il 37,1% del totale di tutte le aziende nate nei primi sei mesi di quest’anno.

LA GREEN ECONOMY REGIONE PER REGIONE
La green Italy è diffusa in modo piuttosto uniforme lungo tutto lo Stivale, ma trova nel Nord del Paese il suo punto di forza: si trovano qui quasi 170 mila delle nostre 341.500 imprese green, di cui 94mila nel Nord-Ovest e circa 75.600 nel Nord-Est.  Un’altra buona fetta di imprese verdi si trovano al Meridione, circa 94.000, mentre nel Centro ce ne sono quasi 65 mila. Analogamente scendendo a livello delle singole regioni, spicca il numero di imprese lombarde che hanno fatto o faranno ecoinvestimenti: più di 62mila. Nulla da stupirsi, dunque, se è la Lombardia a guidare la classifica regionale per  numero delle imprese green. Segue il Veneto con 35.650 imprese che puntano sull’eco-efficienza, terza posizione all’Emilia-Romagna con 29.480 imprese verdi. Seguono Lazio, Piemonte, Toscana, Campania e  Puglia, rispettivamente con 27.220, 24.710, 24.500, 20.070, 20.760 imprese attente alle loro performance ambientali. E quindi troviamo la Sicilia, a quota 19.150, e le Marche, che si attestano a 10.340 imprese green.  Passando dalle Regioni alle Province, i livelli più elevati di numerosità di imprese green spettano alle grandi realtà: Roma e Milano guidano la classifica con oltre 19.000 imprese green in ciascuna provincia, seguite da Napoli (quasi 13.000 imprese green) e Torino (poco più di 11.000).

LA GEOGRAFIA DEI GREEN JOBS
Vista la presenza prevalente di imprese green nel Nord-Ovest, anche la diffusione geografica della domanda di green jobs riproduce quella delle imprese  green e vede una marcata concentrazione nel Nord-Ovest, dove le assunzioni previste per il 2014 arrivano a sfiorare le 19.000 unità, di cui ben 13.100 solo in Lombardia. Buone prospettive per le assunzioni dal mondo della green economy anche nel Nord-Est, dove le assunzioni di green jobs programmate per il 2014 sono 11.500, grazie soprattutto alla presenza del Veneto, dove se ne contano quasi 5.000 unità.
Quasi appaiate, con un numero di assunzioni di green jobs previste nel 2014 attorno alle 10.000 unità in ciascun, le macro-ripartizioni del Meridione e del Centro; quest’ultimo vanta il Lazio in seconda posizione nella graduatoria per numerosità assoluta di assunzioni di green jobs (5.600).  Scendendo nel dettaglio provinciale, troviamo sul podio, con il più elevato numero di assunzioni di green jobs programmate per quest’anno, la provincia di Milano (circa 8.000 unità), cui seguono la provincia Roma (4.700), Torino (quasi 3.300) e Napoli (più di 1.500).

Per approfondire nei dettagli le diverse tematiche toccate da GreenItaly 2014, basta cliccare sul link che segue:
GREEN ECONOMY, CRESCONO I FATTURATI E I POSTI DI LAVORO




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