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giovedì 26 giugno 2014

SMART WORKING, TECNOLOGIA E FLESSIBILITA' PER LAVORARE MEGLIO

Anche in Italia sembra prendere sempre più piede la formula dello Smart Working, un concetto di organizzazione aziendale che si ispira ai vantaggi offerti della tecnologia per uno stile di lavoro moderno e flessibile. A rivelarlo è una ricerca condotta da Harris Interactive per conto di Microsoft, azienda che punta moltissimo su questa nuova "visione". Dai dati emerge che la maggior parte degli impiegati italiani reputa molto importante la flessibilità: il 52% sarebbe disponibile a lavorare più ore pur di beneficiarne!






La ricerca, infatti, conferma che il confine tra vita personale e professionale è oggi molto labile: oltre la metà di coloro che lavorano in ufficio (57%) si aspetta di essere in grado di lavorare anche da casa. Infatti, molti sono multitasking: per esempio il 45% lavora durante il viaggio verso l’ufficio o di rientro, il 27% mentre mangia a casa e il 25% mentre guarda la TV. Inoltre, il 12% dei genitori che lavorano in ufficio ammette di aver sbrigato del lavoro durante eventi o attività dei propri figli.

Più in generale, ben il 67% delle persone che lavorano in ufficio contano di essere in grado di lavorare fuori sede in posti come aeroporti, treni, bar o parchi. Solo un quarto degli impiegati italiani afferma di non lavorare nel weekend o fuori dall’orario d’ufficio, mentre gli altri dichiarano di lavorare in orari non convenzionali, o per necessità (il 42% sostiene di aver bisogno di lavorare in orario extra-lavorativo per portarsi avanti) o per proprio desiderio (il 24% sostiene che ciò consente una giornata lavorativa più flessibile).

E, quando sono fuori dalle quattro mura dell’ufficio, gli impiegati per lo più leggono e rispondono alle e-mail (62%), scrivono/elaborano (50%) o condividono/collaborano (33%) su documenti, e analizzano dati e informazioni (49%). Il 56% dichiara che le riflessioni più produttive si collocano in ufficio ma anche in altri posti e addirittura il 16% afferma di riflettere meglio fuori ufficio.
Lavorando fuori sede, risulta per lo più essenziale essere in grado di accedere ai propri documenti ovunque (59%), essere certi che i documenti siano sicuri e privati (47%), poter riprendere il lavoro dal punto in cui è stato lasciato (44%), poter lavorare e accedere alle informazioni utili da molteplici dispositivi (42%). In generale, grazie alla tecnologia che consente di lavorare anche in mobilità, gli impiegati si sentono più produttivi (92%), di maggiore successo (91%), più collaborativi (85%), più focalizzati (75%).

Se le premesse sono queste, la tecnologia assume un ruolo strategico in quanto abilita una maggiore flessibilità e consente ai dipendenti di aziende di qualsiasi dimensione e settore di sbrigare attività lavorative anche fuori sede e di poter gestire in modo più elastico impegni privati e professionali a seconda delle esigenze.

Naturalmente si tratta di un fenomeno del tutto nuovo e che dovrà essere supportato e agevolato anche a livello normativo per poter esprimere tutte le sue potenzialità in termini di efficienza, redditività e applicabilità su larga scala. Da non sottovalutare, a nostro modesto avviso, anche un certo retaggio culturale (tutto italiano) che potrebbe rallentare l'utilizzo della tecnologia in termini di riorganizzazione e flessibilità del lavoro.

Detto questo, le premesse perchè questa formula lavorativa funzioni ci sono tutte!




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