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lunedì 14 aprile 2014

DAL VALORE DELLE COMPETENZE NUOVE OPPORTUNITA' PER RIMETTERE IN MOTO IL LAVORO


Export manager, agenti di commercio, esperti di comunicazione e nuovi media, sistemisti e programmatori. Sono alcune delle figure professionali maggiormente richieste dalle aziende che assumono in Italia. A confermarlo è uno studio del Censis, intitolato  «Dal valore delle competenze nuove opportunità per rimettere in moto il lavoro».

COMPETENZE E FIGURE PROFESSIONALI

La ricerca, condotta per conto del Ministero del Lavoro, ha messo in luce un dato molto interessante: una buona parte del tessuto produttivo ha avviato processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale che hanno messo al centro la valorizzazione delle competenze dei lavoratori. Dalla ricerca emerge infatti che in questi ultimi anni il 37,3% delle imprese ha espresso l’esigenza di adeguare il proprio portafoglio di competenze al cambiamento. Si tratta in particolare di una minoranza di aziende che hanno dovuto ricercare sul mercato competenze nuove, che prima non esistevano (nel 20,8% dei casi) o che negli anni erano diventate obsolete (17,4%).
Come anticipato in apertura, i nuovi profili aziendali più richiesti, secondo la ricerca, sono i commerciali (dagli export manager agli agenti di commercio, 36,4% ), i tecnici (32,4%), gli amministrativi (31,4%) egli ingegneri (25,4%). Vi è anche un’elevata richiesta di esperti di comunicazione e nuovi media (ricercati dal 12,2%) e di informatici, sistemisti e programmatori (10,1%).

LA FORMAZIONE
Secondo lo studio del Censis, si registra anche una discreta attenzione per la formazione e l'aggiornamento professionale. Un quarto delle aziende (26,9%) è ricorso a interventi di riconversione del personale, due terzi (66,4%) hanno promosso attività interne di aggiornamento e formazione: il 36,2% tramite formatori o consulenti che hanno organizzato attività interne, il 23,8% con la partecipazione a fiere, il 20% tramite scambi con fornitori e clienti.

LA RIORGANIZZAZIONE
Valorizzare le competenze anche tramite una nuova organizzazione. L'inserimento di nuove risorse in sostituzione delle vecchie o il ricorso a competenze esterne più specialistiche, utili a supportare il cambiamento, si sono accompagnati all'ottimizzazione dell'organizzazione, con il reengineering dei processi lavorativi (38%), la riorganizzazione dei gruppi di lavoro (31,7%), la revisione dei turni e degli orari (26,5%), la ridefinizione del sistema di valutazione e dei meccanismi premiali (28%). Le resistenze interne del personale hanno condizionato in molti casi (54%) l'avvio dei nuovi processi. E le valutazioni dei risultati finora raggiunti non sono del tutto positive: solo il 25,6% degli imprenditori è pienamente soddisfatto, mentre la maggioranza (52,1%) dà un giudizio di sufficienza e il 22,3% non si ritiene ancora contento.

AZIENDE DIFENSIVE, ESPANSIVE O INTERNAZIONALIZZATE
Difensive, espansive, internazionalizzate: le molteplici facce della ristrutturazione. Da un lato, emerge una logica di tipo difensivo da parte di quelle aziende che vivono una fase di ridimensionamento e per le quali la riorganizzazione rappresenta l'ultima chance di sopravvivenza. In questo caso l'intervento sul fronte organizzativo è drastico, con tagli al personale (48,7%), riduzione di orari, riqualificazione e riconversione delle figure professionali esistenti (30,9%). Sono quelle aziende in cui gli esiti appaiono al momento più incerti, a detta degli stessi imprenditori: il 37,4% giudica i risultati ancora non soddisfacenti, se non deludenti. All'estremo opposto, vi è invece un modello di riorganizzazione aziendale che segue una logica molto più spinta e aggressiva, che riguarda però solo l'8% delle aziende. In questo caso la riorganizzazione segue un percorso di forte innovazione nel rapporto con il mercato, nella definizione dei prodotti e dei processi, nell'applicazione delle tecnologie. In queste realtà l'occupazione cresce. Il 75% di esse ha inserito nuove professionalità in azienda negli ultimi tre anni e il 53% ha dovuto acquisire nuove competenze di cui prima non disponeva. Emerge con chiarezza la forte spinta data all'innovazione dall'avvio dei processi di internazionalizzazione.

Per approfondire ulteriormente l'argomento consigliamo di leggere i risultati dello studio in versione integrale:
DAL VALORE DELLE COMPETENZE NUOVE OPPORTUNITA' PER RIMETTERE IN MOTO IL LAVORO


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