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mercoledì 12 marzo 2014

IN ITALIA CRESCE IL LAVORO IN SOMMINISTRAZIONE


Cresce il lavoro in somministrazione in Italia, tanto che nel 2013 il numero medio di occupati con questa tipologia contrattuale è stato di ben 279mila unità! A confermarlo è uno studio condotto da Assolavoro, l'Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro (ApL), una realtà che associa gli operatori che producono circa il 90% del fatturato complessivo legato alla somministrazione di lavoro in tutta Italia.

Secondo la ricerca, recentemente pubblicata online sul sito di Assolavoro, i lavoratori in somministrazione mensilmente occupati nel 2013 sono 277 mila: il 4,5% in piu' rispetto al 2012 (quando erano 265 mila). La curva si conferma in crescita mese su mese: a dicembre 2013 il numero medio di occupati è stato di 279 mila persone, il 6,5% in piu' rispetto a dicembre 2012. Cresce anche la percentuale relativa al rapporto fra occupazione in somministrazione e occupazione totale che nel 2013 e' pari all'1,28% contro l'1,19 di dicembre 2012. Sono queste le prime stime elaborate sullo scorso anno dal Centro Studi di settore costituito da Assolavoro, l'Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, con i sindacati di categoria.

''Seppure non e' stato ancora recuperato completamente il gap con i livelli pre-crisi, il settore delle Agenzie per il Lavoro dimostra, anche nel 2013, di essere un driver formidabile per una occupazione flessibile di qualita' e per la competitivita' delle imprese'', ha dichiarato Luigi Brugnaro, Presidente di Assolavoro. ''Alle aziende, specialmente a quelle che operano sul piano internazionale, occorrono - ha aggunto - tempestivita' e flessibilita' per rispondere al meglio alle esigenze del mercato; il know how e i servizi specializzati delle Agenzie (ricerca e formazione finalizzata, somministrazione, outplacement) permettono di avere il personale che occorre, adeguatamente formato, rapidamente e per il tempo necessario. Per il lavoratore somministrato, anche grazie alle novita' introdotte con il rinnovo del Ccnl di settore - ha ricordato Brugnaro - vi sono tutte le garanzie del lavoro dipendente, retribuzione corrispondente ai dipendenti diretti dell'azienda utilizzatrice e numerose prestazioni di welfare aggiuntivo, tutte finanziate con risorse private. Valorizzare il ruolo delle Agenzie, sia nel Jobs Act, sia nelle iniziative specifiche, come la Garanzia Giovani, conviene a tutti e consente di migliorare la competitivita' del sistema Paese, arginando la diffusione, ancora elevatissima, delle forme di lavoro irregolare o sotto tutelate''.


1 commento:

  1. Hanno ragione quei pochi giornalisti e liberi pensatori che ritengono che tali tipi di lavoro dovrebbero essere pagati 1.5-2 volte il lavoro medio di categoria proprio per compensare la minore tutela reiterabile all'infinito e per disincentivare il datore di lavoro a favorire metodi di precariato, sottoretribuzione e mancanza di tutela per non generare un'industria forte nel nostro paese, ma un'entità veloce da delocalizzare il prima possibile in qualche paese dell'UE a minor costo del lavoro per il minor costo della vita, ma pari moneta euro. Il paese ha già perso sul piano della competitività...perchè anche qualora si flessibilizzassero tutti i dipendenti italiani a 90 gradi, l'indebolimento della capacità di acquisto degli stessi, lavoratori, ma anche consumatori sarebbe tale da far fallire il commercio. Purtroppo i liberisti riformisti dei partiti di centro politico italiano, illudono con autentiche boiate, frasi fatte per ingannare il prossimo, che in tali modi ripartirà l'economia, laddove è già evidente che 10-15 anni di questa politica hanno ridotto sul lastrico il PIL italiano, con un 3-3,5% di produttività PIL delocalizzata all'estero per ridurre al minimo il costo del lavoro. Dovrebbero finire in galera per gestione fallimentare dell'azienda Stato e truffa ai danni dell'economia italiana. Io spero vivamente si cambi direzione o che sia palese che ai nostri figli lasceremo macerie della settima potenza mondiale che eravamo. Per circa mezzo secolo siamo diventati grandi nel mondo con regole ferree sul mondo del lavoro. Ora con politici e dirigenti tangentari e corrotti stiamo fallendo.

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