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venerdì 21 febbraio 2014

METTERSI IN PROPRIO CON IL REGIME DEI MINIMI CONVIENE!


Crisi o non crisi, molti italiani continuano a scommettere sul proprio potenziale e sulle proprie aspirazioni imprenditoriali. In pratica vogliono mettersi in proprio e fare impresa aprendosi una partita iva. Non tutti gli aspiranti imprenditori sanno però che, se partono da zero, possono sfruttare la normativa che prevede il cosìdetto "Regime dei Minimi", un sistema che in buona sostanza consente di avere un buon numero di agevolazioni fiscali e alleggerimenti burocratici di un certo peso.

Se un neo imprenditore o un neo lavoratore autonomo vuole beneficiare del  regime dei minimi non deve fare altro che specificarlo nel momento in cui compila il modulo per l’apertura della partita iva. I vantaggi sono sono pochi per chi rientra nella normativa, basti pensare che: non si deve tenere e registrare le scritture contabili relative all’Iva e alle imposte dirette; non si effettuano le liquidazioni iva periodiche; non c'è il versamento dell’Irap; non si è soggetti agli studi di settore; non si presenta la dichiarazione annuale iva; non si applica la ritenuta d’acconto.
Il regime dei minimi potrà essere applicato per un periodo massimo di 5 anni. Se allo scadere di questo periodo l'imprenditore non ha compiuto i 35 anni ha comunque diritto alla permanenza nel regime dei minimi sino al compimento del compleanno numero 35!
Quando si parla di regime dei minimi è necessario tenere in dovuta considerazione il discorso Iva. Quella sugli acquisti, ad esempio, è totalmente indetraibile e rappresenta un mero costo. Sul fronte fatture di vendita, in pratica quelle emesse per i servizi prestati o i prodotti venduti, l'importo è totalmente esente dall’applicazione dell’Iva o da qualsiasi ritenuta d’acconto.

Per poter accedere al "regime l'importante è:
- avere un redditto legato all'attività (stimato) non superiore ai 30mila euro annui;
- non acquistare, prendere in locazione o in appalto, beni strumentali per un valore complessivo maggiore di 15mila euro;
- non sostenere costi per l’impiego di personale dipendente o per l’instaurazione di rapporti di collaborazione (compresi i Co.co.pro.) ;
- non avere esercitato, nei 3 anni antecedenti l’apertura, attività artistica, professionale e d’impresa, anche se svolta in forma associata o familiare.
- non effettuare operazioni riferite a cessioni all’esportazione o operazioni similari; servizi collegati agli scambi esteri ovvero operazioni di scambio con la Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino;
- iniziare una nuova attività che non può essere una mera prosecuzione di una precedente, svolta in qualità di lavoratore dipendente o autonomo.
- essere residente nel Territorio Nazionale;
- non eseguire in modo prevalente, cessioni totali o parziali di fabbricati e terreni edificabili, oppure cessioni di mezzi di trasporto nuovi;
- non erogare compensi a terzi sotto forma di utili da partecipazione;

Maggiori dettagli cliccando qui sotto:
LAVORO IN ITALIA - METTERSI IN PROPRIO CON IL REGIME DEI MINIMI


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