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lunedì 17 febbraio 2014

FORSE JOHN ELKANN NON HA TUTTI I TORTI....

Un po' è andato a cercarsela e un po' è stato frainteso...Stiamo parlando di John Elkann, rampollo della famiglia Agnelli e presidente del Gruppo Fiat, al centro di numerose polemiche a causa di alcune sue considerazioni in merito al mercato del lavoro in Italia. Per chi non lo sapesse, Elkann ha affermato che in alcuni settori professionali le opportunità di impiego esistono, anche per i giovani, ma vengono pressochè ignorate da molti candidati non disponibili a mettersi in gioco, soprattutto quando si parla di trasferirsi lontano dalla propria casa e dai propri affetti oppure quando si tratta di accettare determinati impieghi.

E' vero, certe considerazioni fatte da una persona che lavora solo per scelta e non certo per necessità possono anche urtare. Non dimentichiamoci poi che John si è letteralmente trovato a fare il presidente del Gruppo Fiat per grazia ricevuta, o meglio, su diretta designazione di nonno Gianni. Però, al netto di queste premesse, possiamo anche permetterci di affermare che le sue esternazioni sono oggettivamente corrette e, soprattutto, confermate dai numeri.
Numerosi studi hanno infatti confermato che molte ricerche di personale rimangono insoddisfatte per mancanza di candidati in linea con il profilo. A volte mancano le competenze, e qui entra in gioco un sistema scuola - lavoro che continua a fare acqua, altre volte invece si tratta di lavori poco appetibili, considerati inspiegabilmente alla stregua di attività poco qualificanti (ad esempio pasticceri, panettieri, falegnami, idraulici, fabbri, addetti all'agricoltura, ecc....).

Non è nostra intenzione fare gli avvocati difensori di John (anche perchè ne avrà già un esercito a sua disposizione) ma in un confronto è importante focalizzare la discussione sulla bontà delle considerazioni, anche se provengono da un plurimilionario appartenente a una delle famiglie più potenti e influenti del pianeta!




2 commenti:

  1. a parte il fatto che la FIAT in Italia è passata dall'impiegare 60 mila operai a 5000, a parte il fatto che spostando la sede fiscale a Londra nei prossimi anni mancheranno 600 milioni di euro di tasse che versava (su 2.5 miliardi di fatturao, il ceh vuol dire circa il 24% di tassazione alla faccia delle imprese che vantano >50% di tasse) e che dovranno essere compensate con TASI o altre tasse (a Londra dal 2015 pagherà il 12% ora che il mercato dovrà cambiare milioni di veicoli a basse emissioni), a parte il fatto che le vicende di evasione fiscale della FIAT sono ben note, a parte il fatto che John non ha mai dovuto mettere il culett@ fuori di casa propria per lavorare, l'unico dato interessante di questo articolo sono le migliaia di ricerche di personale che rimangono insoddisfatte. Io ho risposto a varie centinaia di annunci e non ho mai ricevuto risposta... cosa vorrà dire? forse che non si cerca un lavoratore, ma una detrazione fiscale (quindi un under 30 defiscalizzato da lasciare a casa appena conviene passare ad un altro under30 defiscalizzato)? oppure qualcuno da sfruttare con stipendi da fare (che oramai è evidente stanno deprrimendo il mercato interno al pari dei licenziamenti per delocalizzare le industrie all'estero, come la FIAT, facendo crollare la capacità di acquisto degli italiani). Ma di cosa stiamo parlando?! dell'impiego degli operai FIAT in Brasile e Polonia?! del bene che sta facendo FIAT per l'talia mentre John Elkann ci trolleggia dicendo che siamo giovani sfaccendati?! Viva Dalla Valle che ha detto ciò che p giusto: John alias Yaki Elkann è un imbecille.

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  2. Abbiamo precisato che, dette da un Agnelli, certe affermazioni possono lasciare il tempo che trovano! Però è innegabile che determinate ricerche di personale, anche piuttosto numerose, rimangono aperte per mancanza di candidati in linea con il profilo! Che poi Fiat, gli Agnellli e gli Elkann abbiano determinate responsabilità verso un Paese che ha sorretto per un secolo le sorti dell'azienda è assolutamente condivisibile....

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