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venerdì 4 novembre 2016

Cosa fare e come muoversi per aprire una partita iva

Cosa fare e come muoversi per aprire una partita iva individuale in Italia. Un tema che interessa un numero crescente di persone, sempre più attratte dall'idea di mettersi in proprio e diventare imprenditore.
L'apertura di una partita iva, almeno in linea teorica, dovrebbe essere un passaggio piuttosto semplice, tanto che le nuove normative in materia consentono anche di farlo da sè. Però, è bene ricordarlo, il nostro non è un Paese normale e la burocrazia puo' giocare brutti scherzi.



Partiamo con due premesse:
1) il post in questione riguarda solo le partite iva individuali
2) l'apertura di una partita iva è condizione indispensabile ma non sufficiente per aprire una attività: diciamo che rappresenta il primo step, come vedremo di seguito.

Per chi non lo sapesse, la partita iva è un numero che identifica un determinata attività commerciale, artigianale e/o professionale per l'Agenzia delle Entrate: la sua apertura rappresenta il momento dal quale il soggetto ufficialmente intraprende l’attività.
Come si apre? L’apertura può essere fatta online direttamente presso l’Agenzia delle Entrate. Un passaggio piuttosto agile che regolarizza la posizione fiscale del soggetto. L’obbligo previdenziale viene invece assolto a seconda della tipologia dell’attività professionale. I professionisti iscritti ad un Albo (commercialisti, avvocati, notai, medici, giornalisti, etc) sono infatti obbligati ad iscriversi alla propria cassa di previdenza professionale.
Nel caso in cui il professionista non svolga un’attività protetta è obbligato all’iscrizione presso l’INPS alla c.d. “gestione separata”. In questo caso l’iscrizione si effettua mediante un semplice documento, scaricabile dal sito www.inps.it,da spedire alla sede Inps di competenza.

In caso invece di apertura di una ditta individuale si può utilizzare un canale telematico: Comunica permette infatti di aprire la posizione nei confronti del fisco (la Partita IVA), dell’INPS (gestione commercianti o artigiani), alla Camera di Commercio e al comune (Scia – Segnalazione certificata inizio attività).
Nel caso in cui l'attività ha a che fare con altri paesi dell’Unione Europea è necessario iscriversi all’archivio VIES tramite l’Agenzia delle Entrate.

Prima di decidere per l'apertura consigliamo comunque di rivolgersi a un commercialista per avere un quadro più preciso sull'argomento. Altro consiglio: leggetevi per bene quanto riportato dai siti dell'Agenzia delle Entrare e dalle Camere di Commercio d'Italia.




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