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giovedì 9 gennaio 2014

IL JOB ACT VOLUTO DA MATTEO RENZI PRENDE FORMA?

Politica e lavoro.....Attraverso il suo sito Matteo Renzi ha presentato, per sommi capi, le basi di quello che passerà alla storia politica ed economica italiana come il JOB ACT. Ci limitiamo a riportarvene i passaggi cruciali, rinviandovi alla fonte per una lettura più approfondita e precisando, come chiarisce l'autore, che si tratta di un documento aperto, una sorta di base su cui lavorare per il 2014. Comunque, dopo averci dato un'occhiata, diteci liberamente la vostra opinione in merito....
  • "Non sono i provvedimenti di legge che creano lavoro, ma gli imprenditori. La voglia di buttarsi, di investire, di innovare. L’Italia può farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco. Deve rompere l’incantesimo. Per farlo c’è bisogno di una visione per i prossimi anni e di piccoli interventi per i prossimi mesi."
  • "Un cambiamento radicale è possibile partendo dall’assunto che il sistema Paese ha le risorse per essere leader in Europa e punto di attrazione nel mondo. E che la globalizzazione non è il nostro problema, ma la più grande opportunità per l’Italia. Un mondo piatto, sempre più numeroso e sempre più ricco, che ha fame di bello, quindi di Italia. A noi il compito di non sprecare questa possibilità; abbiamo già sprecato la crisi, adesso non possiamo sciupare anche la ripresa."
  • "L’obiettivo è creare posti di lavoro, rendendo semplice il sistema, incentivando voglia di investire dei nostri imprenditori, attraendo capitali stranieri"
  • "Energia. Il dislivello tra aziende italiane e europee è insostenibile e pesa sulla produttività. Il primo segnale è ridurre del 10% il costo per le aziende, soprattutto per le piccole imprese che sono quelle che soffrono di più"
  • "Tasse. Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell’IRAP per le aziende. Segnale di equità oltre che concreto aiuto a chi investe"
  • "Revisione della spesa. Vincolo di ogni risparmio di spesa corrente che arriverà dalla revisione della spesa alla corrispettiva riduzione fiscale sul reddito da lavoro"
  • "Azioni dell’agenda digitale. Fatturazione elettronica, pagamenti elettronici, investimenti sulla rete"
  • "Eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio. Piccolo risparmio per le aziende, ma segnale contro ogni corporazioni. Funzioni delle Camere assegnate a Enti territoriali pubblici"
  • "Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali"
  • "Per ognuno di questi sette settori, il JobsAct conterrà un singolo piano industriale con indicazione delle singole azioni operative e concrete necessarie a creare posti di lavoro: a) Cultura, turismo, agricoltura e cibo; b) Made in Italy (dalla moda al design, passando per l’artigianato e per i makers); c) ICT; d) Green Economy; e) Nuovo Welfare; f) Edilizia; g) Manifattura"
  • "Semplificazione delle norme. Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all’estero."
  • "Riduzione delle varie forme contrattuali, oltre 40, che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile. Processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti."
  • "Assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro."
  • "Obbligo di rendicontazione online ex post per ogni voce dei denari utilizzati per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico. Ma presupposto dell’erogazione deve essere l’effettiva domanda delle imprese. Criteri di valutazione meritocratici delle agenzie di formazione con cancellazione dagli elenchi per chi non rispetta determinati standard di performance."
  • "Agenzia Unica Federale che coordini e indirizzi i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali."
  • "Legge sulla rappresentatività sindacale e presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei CDA delle grandi aziende."

SOTTO CON I VOSTRI COMMENTI!!!!!

2 commenti:

  1. 1) Grillo: il 3.5% del PIL italiano non è sparito, sta producendo in Romania, bulgaria, albania.... e tutti quei paesi che con Schenghen ed il liberismo di PDL-PD-UDC-Lega Nord e Radicali hanno permesso di licenziare qui per aprire lì, importando i prodotti.
    Renzi non fa eccezione.
    2) 10% di sconto energia, un duro colpo a chi vende impianti rinnovabili alle imprese per ridurre i costi dell'energia con fotovoltaico, cogenerazione e simili. Piuttosto si incentivi il rientro del costo dell'impianto in 3 anni invece che in 7 così com'è con le attuali leggi/incentivi, poichè sfortunatamente in Italia esistono le aziende ON-OFF, ogni 3 anni aprono e chiudono (per ovvie convenienze d'evasione fiscale), quindi rientri di 7 anni con impianti rinnovabili non vengono considerati.
    3) un 10% di Irap in meno per chi produce lavoro rispetto chi investe fondi in finanza e basta è una scelta giusta, ma ancor più giusta è DIROTTARE i fondi investiti nella finanza che ha creato l'attuale bolla speculativa di interessi dovuti ma inesistenti perchè superiori al PIL, dirottarli in lavoro, impresa e mattone.
    4) frodi elettroniche con la fatturazione elettronica. E' palese a tutti meno che alla politica. Non è strano.
    5) camera di commercio: da valutare
    6) dirigente a tempo indeterminato: il problema sono gli stipendi esagerati per il lavoro e guadagno che di fatto in molte occasioni non hanno prodotto.
    7) Semplificazione norme: preferibile l'abolizione della legge biagi per manifesto fallimento in ogni suo punto dell'incentivo a crear lavoro, occupazione e lotta alla precarietà essendo divenuta invece un impoverimento dei giovani, di chi perde il lavoro e di chi inizia a lavorare, ponendolo in condizioni di povertà estrema che altri non creano che il crollo dei consumi (10 milioni di italiani su 60, pari ad 1 sesto della popolazione alla fame)
    8) peccato che Renzi nel contratto a tutele crescenti preveda 3 anni di abolizione dell'articolo 18, la versione power della legge biagi per distruggere definitivamente il lavoro ed il lavoratore in italia.
    9) Assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro.
    Ottimo se solo non succedesse già oggi che le nuove proposte di lavoro per cui si è obbligati ad accettare hanno offerte RIDICOLE (anche 500 euro al mese).
    Questo può funzionare solo se correlato ad un valore minimo di stipendio per l'offerta a cui il lavoratore è inderogabilmente costretto ad accettare dopo il corso di formazione.
    Un esempio è quello di imporre lo stipendio derivato dagli studi di settore su chi già lavora in quel campo.

    eccetera...

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  2. Poi con tutto rispetto nei confronti vostro e di chi cerca di fare il vostro lavoro correttamente, a mio parere andrebbe fatta un'indagine seria dei NAS sul fenomeno degli annunci falsi di lavoro.
    Ci sono agenzie interinali che si fanno il mazzo a lavorare, agenzie che non fanno proprio niente, altre che esistono solo in funzione di collocare amici e parenti di questo o quel politico, altre agenzie che mettono fuori annunci falsi solo per riempirsi il database di CV.
    A mio parere le statistiche sui collocamenti, proposte ricevute e proposte non collocate dovrebbero essere pubblici e sempre verificabili da chiunque. Solo con la trasparenza sul lavoro che fate potreste calmare la rabbia che vedo in molti verso sistemi SPA di collocazione lavoro.

    Mica per niente, ma tutta la categoria che fa una figura meschina per probabilmente pochi furboni che se ne approfittano.

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