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lunedì 22 luglio 2013

IL PROFILO LINKEDIN NON SEMPRE E' AFFIDABILE....

Secondo una recente indagine condotta da Robert Half, società di recruitment specializzato, su un campione di 100 CFO italiani, l’83% dei Direttori Finanziari di aziende italiane ritiene che le informazioni contenute nei profili di LinkedIn non siano accurate o attendibili: quando si consulta il professional network per trovare potenziali candidati, il 76% considera le informazioni credibili solo "qualche volta" e il 7% "mai".





La ricerca fa anche emergere le ragioni della scarsa fiducia: sei CFO su dieci (61%) si appellano alla mancanza di un sistema che permetta di verificarne le informazioni. Invece, il 23% degli intervistati vede nella possibilità di esagerare le proprie competenze il motivo per cui dubitare dell’accuratezza dei contenuti, seguito dal 12% che invoca il relativo anonimato dei social media e il 4% la mancanza di regolari aggiornamenti dei profili.

Quali dei seguenti aspetti considera importanti nei profili di LinkedIn? Ecco come hanno risposto gli intervistati:

Esperienza 61%
Informazioni aggiornate 40%
Percorso di studi 35%
Referenze 33%
Conferma competenze 32%
Raccomandazione 19%
Aggiornamenti 10%
Numero di collegamenti 9%

Oltre la metà dei CFO (61%) dichiara di porre attenzione principalmente all’esperienza descritta nei profili di LinkedIn, seguita dall’aggiornamento delle informazioni (40%) e dal percorso di studi (35%).
La tradizione, però, sembra prevalere sull’innovazione. Infatti, l’indagine mostra che il 77% dei CFO intervistati considera i curricula tradizionali, ricevuti in risposta a posizioni aperte, molto più affidabili e accurati dei profili di LinkedIn.

"Con più di quattro milioni di persone in Italia che usano LinkedIn, è fondamentale per i professionisti mantenere aggiornati i propri profili" commenta James Sayer, Director di Robert Half Central Europe & The Middle East. "Oltre ad essere un eccezionale strumento di networking, utile per costruire collegamenti e relazioni, LinkedIn è sempre più utilizzato dalle aziende e dagli uffici del personale come fonte di recruiting. E’ essenziale curare e gestire la propria reputazione online assicurandosi che il proprio profilo sia completo e includa le informazioni più appropriate" continua James Sayer. "Nonostante la popolarità dei professional network, le aziende sembrano ancora preferire i CV tradizionali in quanto considerati più precisi e affidabili."

3 commenti:

  1. Altra cosa non affidabile sono le offerte di lavoro di Inter Italia, ex Avant Garde di Torino, ora anche a Corsico. Pagine e pagine di loro annunci con tante mansioni diverse ma che riconducono tutte alla vendita porta a porta. Altro che Customer Service!!!! Ci sono decine di testimonianze in rete soprattutto in due gruppi su Facebook. E anche io stavo per cadere nella loro trappola. Non potete controllare in qualche modo prima di pubblicare gli annunci? Sarebbe auspicabile.

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  2. non pubblicherò mai le mie informazioni su attività lavorative online pubbliche. Specie dopo lo scandalo Prism.

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