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giovedì 9 maggio 2013

....E LA DISOCCUPAZIONE CRESCE IN TUTTO IL MONDO


A livello planetario urgono interventi precisi e strutturali sul mercato del lavoro e sull'istruzione e sulla ricerca, perché, se è vero che l'Italia è tra i Paesi che vantano una leadership negativa nella disoccupazione dei giovani compresi tra i 15 e i 24 anni (siamo al 38,4 %), è importante sottolineare come globalmente si registri un vero e proprio bollettino di guerra nei paesi industrializzati  e non.

E' quanto emerge dai dati ufficiali diffusi ieri dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil), secondo la quale siamo di fronte ad una persistente situazione di disoccupazione o di sottoccupazione tra le fasce giovanili della popolazione che si sono aggravate negli ultimi anni a causa della recessione. Una crisi che si è inasprita nel 2012 e nei primi tre mesi di quest’anno.  Il dato ufficiale dei giovani senza lavoro sarebbe di 73,4 milioni con un aumento di 3,5 milioni rispetto al 2007. Questo implica che non c’è stato un adeguato ricambio generazionale e diventa concreta la minaccia che si crei un conflitto tra anziani e giovani con questi ultimi portati a ritenere i primi responsabili della loro precarietà.

L’Oil prevede che il tasso di disoccupazione giovanile è destinato a salire dall'attuale 12,6% al 12,8% entro il 2018. E questo comporterà conseguenze devastanti per lo sviluppo e per il benessere sociale: la situazione attuale, che costringe un lavoratore ad accettare, nonostante il possesso di una qualifica, un lavoro non specializzato e al di sotto delle proprie competenze, rappresenta un doppio danno per la collettività. Da un lato infatti emargina i lavoratori meno qualificati dal mercato del lavoro, e dall’altro si disperdono pure i benefici che il lavoro specializzato apporta allo sviluppo della società.

L’Oil appare particolare preoccupata per la situazione dei Paesi dell'Unione Europea, del Vicino Oriente e del Nord Africa. In Europa la disoccupazione giovanile è aumentata del 25% negli ultimi cinque anni, raggiungendo il 18,1% e fino al 2018 non scenderà sotto il 16%. Tragica la situazione nei paesi in via di sviluppo, la disoccupazione giovanile aveva raggiunto il suo apice nel 2012, specie in Medio Oriente e nell'Africa del Nord, attestandosi rispettivamente al 28,3% e al 23,6%. Mentre risulta più bassa in Asia orientale (9,5%) e Asia del Sud (9,3%).


Dunque, numeri alla mano, siamo di fronte an quadro a tinte fosche dove le uniche speranze sono legate a un mutamento del contesto economico, da troppo tempo in fase recessiva, e da interventi di natura politica - legislativa in grado di favorire la crescita e di conseguenza l'occupazione. Non ci resta che attendere......

Per approfondire con grafici, altri numeri e statistiche di dettaglio vi rinviamo al link che segue:
....E LA DISOCCUPAZIONE CRESCE IN TUTTO IL MONDO

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