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lunedì 29 ottobre 2012

LA CRISI DEL LAVORO NELLA ZONA EURO, STUDI E PROPOSTE




"La crisi del lavoro nella zona euro: tendenze e risposte politiche". Così è stato battezzato il nuovo rapporto dell'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), uno studio realizzato per mettere in luce quali misure possano migliorare la situazione del mercato del lavoro nella zona euro.


In questa video intervista, Vincenzo Spiezia, economista italiano impiegato presso l'Istituto Internazionale di Studi del Lavoro dell'ILO, offre un quadro della situazione piuttosto inquietante, visto che si potrebbero perdere altri  4.5 milioni di posti di lavoro, portando così la cifra di disoccupati in Europa a 22 milioni nei prossimi 4 anni! Un problema particolarmente grave per i giovani, che vantano una media di disoccupazione del 20%, con picchi decisamente più alti in paesi come l'Italia, dove supera il 30%!

Le risposte e le proposte dell'ILO sono sostanzialmente tre:

a) dare nuove regole e nuovi input al sistema bancario, visto che le banche non stanno facendo il loro lavoro (prestare denaro e finanziare imprese e progetti).

b) rilanciare gli investimenti. Dato il clima di incertezza, le imprese preferiscono trattenere liquidità piuttosto che investire e impegnare risorse. Questo vale anche sul fronte pubblico, visto che maggiori iniziative in questo senso generano fiducia, mettono in moto determinate dinamiche e sostengono quindi l'occupazione.

c) politiche attive nel mercato del lavoro: istituire un programma di sostegno dell'occupazione, soprattutto di quella giovanile, come avviene nei Paesi del Nord Europa. Misure che riportino le persone a studiare e a formarsi, un sistema che punti sulle risorse e sulle potenzialità di chi vuole rimettersi in gioco!

Questa proposta, secondo lo studio, costerebbe meno dello 0,5% della spesa pubblica sostenuta ogni anno dai governi della zona Euro!

Quindi, pochi rischi, poca spesa e concrete possibilità di riuscita, visto che la proposta arriva da quella che è una importantissima agenzia delle Nazioni Unite, nata per promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne a livello mondiale!
Perchè non provare? Perchè i nostri governanti sono costantemente affetti da una miopia ormai cronica?

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