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mercoledì 24 ottobre 2012

GIOVANI E LAVORO, ALTRO CHE CHOOSY!


Giovani e lavoro, un tema che sta appassionando e che suscitando una valanga di polemiche, soprattutto dopo l'uscita del Ministro Fornero che ha invitato i cittadini che escono dalla scuola e dall'università a non essere troppo "choosy", cioè schizzinosi, e adattarsi a quel che passa in convento, foss'anche un impiego non particolarmente interessante e poco retribuito. Avrà ragione? E' stata equivocata una frase? Oppure gli animi si sono scaldati per nulla?


Lasciamo ai vostri commenti le risposte, ma prima vorremmo segnalarvi una ricerca che casca proprio a pennello.
L’Istituto Giuseppe Toniolo, attraverso la società Ipsos, in collaborazione con l’Università Cattolica e con il contributo di Fondazione Cariplo, ha condotto uno studio, denominato Rapporto Giovani, secondo il quale i giovani italiani sanno adattarsi a una remunerazione più bassa e a un lavoro non soddisfacente, ovviamente come soluzione provvisoria per cercare di superare la crisi e per non diventare dei disoccupati.
I dati del Rapporto, ottenuti da un campione di ben 4500 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, permettono di affermare un realtà ben diversa da quella sostenuta da molte persone: più del 45% dei giovani che lavorano non è soddisfatto del proprio lavoro, ma si adegua a occupazioni poco rispondenti alle aspettative personali e ai titoli di studio posseduti. Quindi non sarebbero tutti bamboccioni e schizzinosi!

La ricerca approfondisce diversi aspetti della questione, con risultati davvero interessanti e a volte inaspettati!
Per leggere nei dettagli i risultati cliccate sul link che segue:
GIOVANI E LAVORO, ALTRO CHE CHOOSY!

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