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mercoledì 26 settembre 2012

RIFORMA DEL LAVORO: INCENTIVI PER CHI ASSUME DONNE AL SUD

Sta scatenando una valanga di polemiche una nuova misura "occupazionale" prevista dalla riforma del lavoro 2012. Ci riferiamo al quarto comme dell'articolo 53 che inserisce una riduzione del 50% dei costi contributivi per chi assume donne residenti nel sud Italia, in particolare in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

E non è finita qui: in caso si trasformazione del contratto a tempo indeterminato, lo sconto contributivo viene prolungato di altri 18 mesi.
Inevitabilmente sono arrivate moltissime considerazioni critiche, quelle che puntano il dito sull'ennesima concessione assitenzialista al sud, con l'aggravante di un momento storico in cui è l'intero paese a soffrire.
Non mancano comunque i sostenitori della misura, quelli che fanno leva sulla storica emarginazione della donna meridionale nel mercato del lavoro, soprattutto quando si ha a che fare con lavoratrici sposate con prole.

Probabilmente, come spesso accade in tutte le situazioni della vita, la verità sta nel mezzo. Certo, un occhio di riguardo a chi vive in aree del Paese partilarmente svantaggiate ci può anche stare, nessuno lo può negare. Ma le tensioni che attualmente attanagliano individui e collettività ad ogni livello, possono far percepire come piuttosto iniqua una simile scelta.

Secondo voi, per quanto legittimi, sono opportuni interventi legislativi di questo genere nel mercato del lavoro? Avete delle proposte del tutto personali in merito?

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